Capitale europea della Cultura 2033, si aggiunge un ulteriore tassello alla complessa programmazione che deve disegnare l’architettura portante del dossier per la candidatura di Viterbo. Avendo ben chiaro il messaggio lanciato da chi giudicherà le candidature e sottolineato dall’assessore comunale, con delega alla Capitale europea della Cultura, Alfonso Antoniozzi: «Non viene premiato l’esistente, ma la progettualità di crescita della città attraverso la cultura». Nei giorni scorsi il Comune, con determina dirigenziale, ha provveduto ad affidare il servizio per la progettazione e la gestione della strategia d’immagine, comunicazione e promozione del brand “Viterbo Capitale della cultura”. Ad aggiudicarsi la procedura un raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Capitale Cultura, Aod, We Plan e Capitale Cultura Sas, con sede a Verona, che ha presentato l’offerta più vantaggiosa con un ribasso del 10%. L’importo del contratto, per la durata di tre anni, è di 448.940 euro, comprensivo di Iva. Un ulteriore tassello per definire il puzzle, a cui sono già state apposte diverse importanti tessere.

A iniziare da quella relativa al sostegno istituzionale alla candidatura che vede coinvolti, oltre al Comune, la Regione, Lazio Innova, la Diocesi e l’Università degli studi della Tuscia. Significativo anche il coinvolgimento di cittadini, associazioni ed enti nella Open call lanciata per raccogliere idee e suggerimenti che ha prodotto 14 proposte ritenute particolarmente interessanti. Rilevante anche l’interesse riscontrato per il laboratorio di co-progettazione, promosso da Regione e Lazio Innova insieme con l’amministrazione comunale. Un’iniziativa di percorso partecipato a cui ha risposto più di un centinaio di persone, tra start up, creativi, docenti universitari, operatori culturali, rappresentanti di imprese e di associazioni, per condividere visioni e progetti finalizzati alla valorizzazione delle peculiarità dell’immenso patrimonio culturale e sociale del Viterbese. Quest’anno sarà fondamentale dal punto di vista operativo. La prima mossa è la costituzione del comitato promotore, di cui fanno parte tutti gli stakeholder che hanno sottoscritto il protocollo d’intesa. Oltre a individuare i passi da compiere, l'organo dovrà innanzitutto decidere la forma giuridica di cui dotarsi per gestire il progetto e nominare i componenti del comitato scientifico.

Il 2033 può dare l’idea che ci sia abbastanza tempo per lavorare alla candidatura. In realtà non è così. La scadenza per la presentazione ufficiale è nel 2027 ma, prima di approdare in Europa, il sogno di Viterbo Capitale dovrà affrontare la sfida di una selezione nazionale, il cui esito è demandato a livello ministeriale, tra tutte le città italiane in corsa per la candidatura.