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CIVITAVECCHIA – La vicenda che ruota attorno al medico del pronto soccorso accusato di aver malmenato la propria compagna si arricchisce di nuovi, delicatissimi elementi.
Nella mattinata di ieri, infatti, l’uomo avrebbe tentato il suicidio ingerendo una quantità di farmaci tale da rendere necessario un immediato intervento di soccorso.
Sulla ricostruzione dell’episodio, tuttavia, al momento non arrivano conferme ufficiali da parte della Asl. Le indiscrezioni che circolano negli ambienti ospedalieri parlano di un messaggio di aiuto che il medico avrebbe inviato a un’infermiera del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, corredato anche da una fotografia. Un segnale che avrebbe fatto scattare l’allarme e portato all’intervento dei Carabinieri, che sarebbero riusciti a raggiungerlo e a salvarlo.
Si tratta, va ribadito, di una storia ancora tutta da verificare in ogni suo passaggio. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con esattezza quanto accaduto e chiudere il cerchio su una vicenda complessa, destinata ora all’attenzione dell’Autorità giudiziaria. In questo contesto è la Polizia a essere impegnata nella raccolta di tutti gli elementi utili a fare chiarezza, sia sul presunto episodio di violenza domestica sia sul tentato gesto estremo.
Al momento, i fatti accertati parlano di una donna, una ex modella civitavecchiese, che si è presentata al pronto soccorso denunciando di aver subito violenza fisica da parte dell’ex compagno, medico in servizio nello stesso reparto.
L’uomo, dopo aver inizialmente abbozzato una linea difensiva, avrebbe poi tentato la strada del gesto eclatante, ingerendo pericolosamente dei farmaci.
Resta ferma, naturalmente, la presunzione di innocenza per l’accusato, principio cardine dell’ordinamento giuridico, così come il diritto della donna che ha denunciato i fatti a ottenere piena tutela e giustizia.
Saranno ora gli accertamenti investigativi e le valutazioni della magistratura a stabilire responsabilità, dinamiche e contorni di una vicenda che ha già scosso profondamente l’ambiente sanitario e la comunità cittadina.



