SANTA MARINELLA – Mentre Tarquinia è tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, un successo che vede Santa Marinella protagonista, insieme alla rete dei comuni della DMO Etruskey, a pochi chilometri di distanza si consuma il de “profundis” di uno dei luoghi simbolo del patrimonio storico culturale del litorale laziale, il castello di Santa Severa. “Il Pd di Santa Marinella – dice la segretaria cittadina Lucia Gaglione - esprime preoccupazione per la situazione di precarietà in cui versano i musei civici all’interno del castello, vista la mancata sottoscrizione della nuova convenzione e la caduta dell’amministrazione. La Commissaria prefettizia nei giorni scorsi ha rinnovato l’affidamento della gestione della biglietteria del Polo Museale a CoopCulture fino al 31 marzo. Purtroppo il budget previsto per tale affidamento riduce l’orario di apertura del Museo del Mare e della Navigazione Antica ai soli fine settimana, creando una forte limitazione dell’offerta culturale per i cittadini, scolaresche e turisti, oltre che al calo delle vendite e alla precarietà dei posti di lavoro. Questo provvedimento tampone prosegue sulla scia di quello già avviato dalla Giunta in carica prima dello scioglimento del consiglio comunale. Ad ottobre, infatti, in seguito alla comunicazione di Coopculture di voler recedere dal contratto per la gestione dei servizi museali, la Giunta con una soluzione transitoria di emergenza, affida a Coopculture i servizi fino al 7 gennaio 2026, garantendo così l’apertura e la piena fruizione degli spazi museali per tutto il periodo natalizio. Il limbo burocratico, nasce dalla mancata sottoscrizione della nuova convenzione tra il Comune, Regione Lazio e Lazio Crea. Nonostante le interlocuzioni avviate a convenzione scaduta a gennaio 2023, non si è mai giunti ad un accordo soddisfacente tra le parti, dovuto a richieste non eque da parte di Laziocrea. Questo stallo ha impedito perciò all'amministrazione di procedere con un bando pubblico per l’affidamento dei servizi museali o con la gestione in house alla SMS. Il tutto nel disinteresse della politica locale targata centrodestra. Ora però, con la nuova scadenza prevista in primavera, il rischio di una chiusura definitiva si fa sempre più concreto. Un tema che è stato ed è al centro del dibattito politico che agita, di fatto, tutti gli amanti del Castello di Santa Severa e mortifica il prezioso lavoro di ricerca portato avanti dal direttore dei Musei, Enei e dai volontari del GATC. La mancanza di una valorizzazione culturale 365 giorni all’anno da parte della Regione Lazio e l’assenza della convenzione, vanno nella direzione di riportare il castello verso l’anonimato facendogli perdere il ruolo di polo culturale per l’intera regione”.