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«Leggendo le dichiarazioni trionfalistiche dell'amministrazione comunale e della sindaca Frontini sui dati turistici, viene spontaneo chiedersi se si stia parlando della stessa città e, soprattutto, se si abbia il coraggio di dire tutta la verità ai cittadini. Nessuno mette in discussione i numeri. I dati ci sono e sono pubblici. Quello che è profondamente discutibile – e politicamente inaccettabile – è la narrazione autocelebrativa secondo cui questo risultato sarebbe il frutto esclusivo, o anche solo prevalentemente, dell'azione dell'attuale amministrazione comunale. Non è così. E i cittadini meritano la verità». A dirlo, in una nota congiunta, è Luigi Maria Buzzi, coordinatore del Circolo capoluogo di Fratelli d’Italia e i consiglieri comunali FdI Laura Allegrini, Gianluca Grancini, Matteo Achilli e Pietro Amodio. «La crescita dei flussi turistici nella Tuscia - spiegamp - è il risultato di una strategia ampia, strutturata e multilivello, portata avanti dal Governo nazionale e dalla Regione Lazio, che da anni investono risorse imponenti sulla valorizzazione dei territori, sulle infrastrutture materiali e immateriali, sulla promozione integrata, sui cammini, sul termalismo, sui borghi, sulla cultura e sul Giubileo. Una strategia che non nasce nel 2022, né tantomeno a Palazzo dei Priori. Attribuirsi oggi il +30% del turismo - sottolineano i rappresentanti cittadini di FdI - significa cancellare con un colpo di spugna: i finanziamenti statali e regionali sulla Via Francigena e sui cammini, gli investimenti sul sistema termale e sul patrimonio culturale, le politiche nazionali di rilancio dei borghi e delle aree interne, l'effetto trainante del Giubileo, programmato e sostenuto ad altri livelli istituzionali. Raccontare che "il turismo va da solo" o che "è merito dell'amministrazione" è un esercizio di propaganda che sconfina nella mistificazione. Il turismo non va da solo: va perché qualcuno, altrove, ha messo visione, risorse, programmazione e peso politico. Il Comune di Viterbo, in questo quadro, ha svolto un ruolo non centrale e certamente non determinante. E non c'è nulla di male ad ammetterlo. Il problema nasce quando chi ha inciso meno prova a intestarsi tutto. Ancora più grave - rimarcano Bizzi, Allegrini, Grancini, Achilli e Amodio - è l'assenza totale di qualsiasi riferimento alla leale collaborazione istituzionale. Nessun riconoscimento al lavoro di Regione e Governo. Nessuna condivisione di un risultato che è collettivo. Solo un racconto autoreferenziale, come se Viterbo fosse un'isola che si è risollevata da sola grazie a qualche campagna pubblicitaria e a eventi che, peraltro, esistono da anni. La verità è semplice: questa amministrazione beneficia di un'onda lunga costruita da altri. E invece di riconoscerlo, sceglie la strada dell'autoesaltazione, attribuendo a sé stessa meriti che non le appartengono. Fratelli d'Italia non contesta la crescita del turismo. Contesta l'idea pericolosa e falsa che si possa fare da soli, che il Comune sia il motore esclusivo di processi che nascono altrove e che richiedono ben altra capacità di governo. Chi amministra una città dovrebbe avere il senso delle istituzioni, non il bisogno compulsivo di intestarsi risultati. Meno conferenze stampa celebrative e più onestà politica: Viterbo ne ha bisogno», concludono da FdI.
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