CIVITAVECCHIA – Le consigliere comunali Simona Galizia (Fratelli d’Italia) e Nora Costantini (Polo Democratico – Lista Grasso) hanno presentato una mozione congiunta finalizzata alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere e del femminicidio, con l’obiettivo di intervenire sulle radici culturali profonde che ancora oggi alimentano tali fenomeni.

«Il femminicidio non è un evento improvviso né un fatto isolato, ma rappresenta l’esito estremo di una mentalità che, nel tempo, ha faticato a riconoscere alle donne una piena identità autonoma, relegandole a ruoli definiti in funzione di altri: figlia, moglie, madre – spiegano – gli ultimi drammatici fatti di cronaca dimostrano come la violenza contro le donne continui a manifestarsi in modo trasversale, spesso all’interno delle relazioni affettive, cogliendo istituzioni e comunità impreparate, quando ormai è troppo tardi per intervenire». Secondo le consigliere, il problema non si esaurisce negli episodi di violenza esplicita, ma affonda le proprie radici in modelli culturali, simboli, linguaggi e consuetudini che continuano a trasmettere, anche in modo implicito, un’idea di dominio, controllo o possesso della donna, ostacolando il pieno riconoscimento della sua libertà e autodeterminazione.

«La violenza nasce nel momento in cui l’autonomia femminile viene vissuta come una minaccia – hanno aggiunto Galizia e Costantini – e gli eventi di cronaca ci ricordano, ancora una volta, che non siamo mai abbastanza pronti a prevenire. Per questo riteniamo indispensabile un intervento culturale profondo e strutturale, che non si limiti all’emergenza ma lavori sulle cause, partendo dall’educazione, dalla sensibilizzazione e dal superamento degli stereotipi di genere».

La mozione impegna l’Amministrazione comunale a promuovere iniziative di informazione e formazione, in particolare nelle scuole e nei contesti educativi, volte a diffondere una cultura del rispetto, della parità e del pieno riconoscimento dell’identità e della libertà delle donne, affinché la prevenzione diventi un’azione concreta e continua, non una risposta tardiva ai fatti già avvenuti. «Un’iniziativa che, pur provenendo da sensibilità politiche diverse – hanno concluso - testimonia come la tutela della dignità e della sicurezza delle donne debba rappresentare un terreno comune e condiviso, al di là di ogni appartenenza ideologica».