ALLUMIERE - I gruppi di opposizione non hanno preso parte all’ultima seduta del Consiglio comunale di Allumiere. A spiegare le ragioni della decisione è una nota dei consiglieri di minoranza Nicol Frezza, Enrico Fracassa, Sante Superchi e Antonio Pasquini con cui inquadrano l’assenza "non come un gesto occasionale, ma come il punto di arrivo di una crisi politica" che, secondo loro, è ormai evidente. “La nostra - spiegano in consiglieri comunali di opposizione - è una scelta politica chiara, che intende ribadire quanto ormai è stato riconosciuto anche da alcuni consiglieri di maggioranza e che ha portato alle dimissioni della vicesindaca Marta Stampella e al passaggio all’opposizione dell’ex assessore Simone Ceccarelli (oltre al passaggio in opposizione già fatto da Alessio Sgriscia): il modo autonomo e discrezionale con cui il sindaco Luigi Landi ha amministrato il Comune, escludendo sistematicamente confronto e condivisione».
In particolare viene contestato il mancato coinvolgimento delle commissioni consiliari su atti considerati centrali per la vita dell’ente. «Anche stavolta il Consiglio è stato convocato senza il coinvolgimento delle Commissioni consiliari come previsto dal regolamento. Nessuna Commissione è stata riunita per discutere e approfondire atti rilevanti nell’interesse della comunità riveniamo chiamati a votare senza un reale percorso di confronto e di approfondimento». Secondo i firmatari della nota la sequenza con cui alcuni documenti fondamentali sarebbero stati approvati solleva dubbi sulla correttezza del percorso che ha portato al via libera al bilancio. «È grave rilevare che all’ordine del giorno, oltre alla surroga di un consigliere, siano stati inseriti altri punti fondamentali, tra cui il piano triennale delle opere pubbliche e il piano delle alienazioni. Proprio questi due atti chiariscono, in modo inequivocabile, la nullità dell’atto con cui il bilancio è stato approvato nel Consiglio del 12 gennaio, poiché tali piani avrebbero dovuto essere approvati prima, e solo successivamente si sarebbe potuto procedere all’approvazione del bilancio. Mettere oggi insieme questi punti non sana quell’errore, ma lo rende ancora più evidente. Non si può pensare che l’opposizione serva solo a compensare gli squilibri di una maggioranza che non ha i numeri per governare. Le responsabilità politiche non possono essere scaricate su chi svolge, legittimamente, un ruolo di controllo e proposta. Il sindaco Luigi Landi è chiamato a risolvere una crisi che il suo modo di amministrare, improntato a una gestione da uomo solo al comando, ha contribuito a creare. Continuare a evitare il confronto e a procedere in modo unilaterale non farà che aggravare ulteriormente la situazione. Appare sempre più evidente come l’attenzione sia concentrata sul futuro politico della “persona Luigi Landi”, che sul bene comune e sulle reali esigenze di Allumiere. Una domanda è inevitabile: a che gioco stiamo giocando?».
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