CIVITAVECCHIA – È scattata una misura cautelare nei confronti del medico gettonista in servizio all’ospedale San Paolo, coinvolto nell’inchiesta avviata dopo la denuncia presentata dalla compagna. Il giudice per le indagini preliminari, al termine delle prime valutazioni sugli atti trasmessi dalla Procura, ha disposto per l’indagato il divieto di avvicinamento alla donna e l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’indagine trae origine dall’accesso al Pronto soccorso del nosocomio cittadino di una giovane modella residente a Santa Marinella, che nei giorni scorsi si era presentata in ospedale accompagnata da un familiare, avvocato. Ai sanitari la ragazza avrebbe riferito di essere stata aggredita dal fidanzato al culmine di una discussione. Le visite mediche hanno fatto emergere lesioni giudicate guaribili in diciassette giorni, elemento che ha immediatamente attivato il protocollo previsto nei casi di presunta violenza domestica e di genere.

In applicazione delle disposizioni del cosiddetto “codice rosso”, la Polizia ha avviato le verifiche preliminari, raccogliendo le prime informazioni direttamente all’interno della struttura sanitaria. Nelle ore successive, la giovane si è recata presso il commissariato di viale della Vittoria, dove ha sporto formale querela, fornendo una ricostruzione dettagliata di quanto sarebbe accaduto. Secondo quanto riferito agli investigatori, l’episodio si sarebbe verificato nelle prime ore del mattino, al termine di un acceso confronto tra i due.

Gli elementi raccolti nel corso delle prime fasi investigative hanno spinto la Procura a ritenere necessario il ricorso a misure cautelari, ritenute funzionali a garantire una tutela immediata della persona offesa. Il Gip, esaminata la documentazione prodotta, ha accolto la richiesta disponendo il divieto di avvicinamento e il monitoraggio elettronico dell’indagato.

L’inchiesta prosegue ora con ulteriori accertamenti, finalizzati sia alla qualificazione giuridica dei fatti contestati sia alle successive determinazioni dell’autorità giudiziaria competente. Va ricordato che per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino a definitiva condanna.