CIVITAVECCHIA – Nuova tegola sulla testa della Asl Roma 4: la gara per il servizio di trasporto infermi con ambulanza secondo l'Anac va rifatta.

Come si legge nel parere di precontenzioso del 3 febbraio scorso, l’Autorità non ha dubbi e parla di una base d’asta che «non appare congrua e proporzionata» mentre l’istruttoria della stazione appaltante risulta «incompleta e carente», con una distanza tra le prestazioni richieste e le risorse economiche previste. In parole povere le risorse non sarebbero quindi sufficienti a garantire un servizio all'altezza del contratto, soprattutto in un settore come questo dove tempistiche e professionalità sono fondamentali per salvare vite.

Il parere nasce dall’istanza presentata da Croce Bianca Srl che è andata a contestare la procedura Asl del 13 novembre 2025, una gara “accelerata” tramite piattaforma regionale STELLA, con importo triennale a base di gara pari a 4.893.150 euro e valore globale stimato a 7.502.830 euro. Nella richiesta di parere Croce Bianca dice: «Il sinallagma contrattuale non è sostenibile laddove la base d’asta non è sufficiente a remunerare il costo della manodopera e tutti i costi legati al corretto espletamento del servizio richiesto dal bando, giacché si tratta di assicurare il servizio di trasporto infermi coordinato e continuativo per trasporti programmati e in emergenza urgenza, da assicurare nelle 24 ore per 365 giorni all’anno».

Anac nell'atto osserva che «non si comprende, a solo titolo di esempio, come si sia pervenuti al calcolo delle 525.600 ore/uomo complessive» e segnala che, dagli atti, non emergono elementi sufficienti a capire come siano state stimate alcune voci organizzative legate al servizio, dal coordinamento alla centrale operativa fino alla piattaforma dedicata. Anac sottolinea anche che «il valore complessivo della base d’asta non appare congruo e proporzionato rispetto all’effettivo servizio richiesto e ritenuto».

Da qui la conseguenza ovvero, secondo l'Anac, è necessario «annullare in autotutela gli atti di gara» e ripartire con una nuova stima, completa e documentata, di tutti i costi necessari per svolgere il servizio. Se l’azienda sanitaria scegliesse di non conformarsi al parere, dovrà motivarlo entro 15 giorni.

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