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SANTA MARINELLA – «vi scrivo per segnalare un fatto gravissimo accaduto ieri lungo la tratta ferroviaria Roma–Civitavecchia, che merita attenzione pubblica e chiarimenti urgenti. Nel pomeriggio, a partire dalle 16:30 circa, centinaia di passeggeri sono stati fatti scendere da un treno di Trenitalia alla stazione di Santa Severa, con la promessa che sarebbero stati predisposti autobus sostitutivi. Autobus che, di fatto, non sono mai arrivati per ore. Nel frattempo sono arrivati altri treni (sempre con la stessa promessa) e le persone sono aumentate.
Le persone — anziani, bambini, famiglie, lavoratori, turisti, alcuni diretti addirittura fino a Pisa — sono rimaste abbandonate fino a oltre mezzanotte su una strada statale in mezzo al nulla, di notte, al freddo e sotto la pioggia, senza alcun tipo di riparo. Anche la sala d’attesa della stazione risultava chiusa. Per ore non è intervenuto nessuno: né Trenitalia, né la Protezione Civile comunale, né altre strutture di emergenza. Nessuna navetta, nessuna distribuzione di acqua, nessuna indicazione, nessuna messa in sicurezza delle persone. Una situazione di totale abbandono.
Dopo molte ore di attesa e di totale assenza di risposte, la tensione è comprensibilmente salita. Alcune persone hanno iniziato a protestare bloccando la strada, esasperate. Durante questi momenti un automobilista ha addirittura tentato di investire una signora. Solo a quel punto, oltre le 22, sono arrivate le forze dell’ordine: polizia locale, polizia municipale, carabinieri, ambulanze.
Tuttavia, anche il loro intervento è apparso impotente: agli stessi cittadini veniva ripetuto “avete ragione, ma noi non possiamo fare nulla”, se non sollecitare Trenitalia a inviare autobus. Nessun piano di emergenza, nessuna procedura chiara, nessuna autorità in grado di garantire sicurezza e assistenza immediata a persone lasciate per ore su una strada statale, di notte, sotto la pioggia.
Paradossalmente, le forze dell’ordine sono intervenute in modo più deciso solo per liberare la strada e far passare le automobili. A chi continuava a protestare chiedendo semplicemente un intervento concreto venivano richieste le generalità, con un effetto percepito come intimidatorio. Eppure è stato proprio il blocco della strada a rendere finalmente visibile una situazione che per ore era stata ignorata.
Resta una domanda inquietante: è possibile che nel nostro Paese non esista un piano di emergenza che tuteli i cittadini in casi come questo? È accettabile che centinaia di persone vengano lasciate per ore al freddo e sotto la pioggia, senza assistenza, senza informazioni, senza protezione?
Vi scrivo perché quanto accaduto non venga archiviato come un semplice “disservizio”, ma venga raccontato per quello che è stato: una grave mancanza di tutela, sicurezza e responsabilità.
Ringrazio per l’attenzione e resto a disposizione per ulteriori dettagli o testimonianze».
Lettera firmata



