CIVITAVECCHIA – Il Ministero dell’Istruzione ha prorogato al 21 febbraio le iscrizioni anche per la scuola secondaria di secondo grado. Una decisione pensata per offrire più tempo alle famiglie e agli studenti chiamati a scegliere il percorso di studi per i prossimi quattro o cinque anni. Ma a Civitavecchia, con le iscrizioni ancora aperte, emergono già le prime criticità.

Lo storico Liceo Guglielmotti è infatti in overbooking, in particolare per gli indirizzi di Scienze Umane e Scienze Umane opzione Economico-Sociale (Les), gli unici percorsi – insieme al Liceo Classico e Liceo Artistico all’interno dello stesso istituto - propriamente umanistici presenti in città e nel comprensorio. Le richieste di iscrizione hanno superato i posti disponibili e dalla segreteria della sede di via dell’Immacolata sono partite comunicazioni che hanno immediatamente allarmato le famiglie.

Con un primo decreto, datato 12 febbraio e firmato dal dirigente scolastico Roberto Ciminelli, è stato disposto il non accoglimento delle domande di iscrizione alle classi prime per l’anno scolastico 2026/2027 per gli studenti residenti fuori dal bacino prioritario, in particolare nei comuni di Monte Romano, Cerveteri, Ladispoli, Tarquinia e Roma.

Ancora più delicata la seconda comunicazione, rivolta alle famiglie residenti a Civitavecchia, Allumiere, Santa Marinella e Tolfa: a fronte di richieste superiori ai posti disponibili, la scuola ha convocato un incontro pubblico per procedere al sorteggio, in conformità ai criteri deliberati dal Consiglio d’istituto. L’appuntamento, inizialmente fissato per il 13 febbraio, è stato rinviato al 23 febbraio alle ore 15. Un’estrazione per assegnare i posti disponibili.

Il tam tam tra le famiglie è stato immediato. In molti si chiedono come sia possibile, nel 2026, affidare a un sorteggio la possibilità di frequentare l’indirizzo scelto, sollevando interrogativi sul diritto allo studio e sulla libertà di scelta educativa. Chi non rientrerà nei posti disponibili, dove andrà? Dovrà cambiare completamente istituto, optando per indirizzi non coerenti con le proprie attitudini o aspettative? Perché non sono stati previsti criteri alternativi al sorteggio? E soprattutto: perché non si è intervenuti per tempo?

Domande che si intrecciano con una questione più ampia e già nota. I lavoratori del liceo denunciano da mesi la cronica carenza di spazi e aule idonee, problema che limita l’offerta formativa e rende impossibile assorbire l’aumento delle iscrizioni. Già qualche anno fa, il Liceo aveva chiesto in prestito ed ottenuto degli spazi da un istituto vicino, cosa oggi a quanto pare non possibil. Una situazione che riporta al centro le responsabilità della Città Metropolitana, competente per l’edilizia scolastica degli istituti superiori.

Il caso del Guglielmotti riporta a galla infatti il tema degli investimenti strutturali sulle scuole del territorio. Se le domande crescono e l’offerta resta invariata, il rischio è che a pagare siano ancora una volta studenti e famiglie, costretti a rincorrere soluzioni alternative o a rinunciare al percorso di studi desiderato. In attesa del sorteggio – e delle eventuali rinunce o nuove disponibilità di spazi – a Civitavecchia la scelta della scuola superiore rischia di trasformarsi in un caso politico e sociale.