Valorizzare il settore agricolo, promuovere i prodotti di eccellenza del territorio, incentivare la formazione di una coscienza alimentare oltre a una maggiore sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari.

Sono alcuni degli indirizzi individuati, e approvati, dalla giunta Frontini per indicare i pilastri su cui elaborare il Piano del cibo.

Un progetto che prende spunto dai dati sui sistemi alimentari resi noti nel secondo vertice delle Nazioni Unite che rivelano come nel 2024 “la fame ha colpito un numero compreso tra 638 e 720 milioni di persone” e dalle stime di organizzazioni come la Fao che prospettano scenari ancora più inquietanti, prevedendo “entro il 2030 fino a 512 milioni di persone che potrebbero essere cronicamente denutrite” a seguito di crisi alimentari dovute a vari fattori tra cui guerre e malattie.

Ridurre la fame nel mondo non è, per ovvie ragioni, un possibile obiettivo da raggiungere per un’amministrazione comunale ma l'esecutivo Frontini nel suo piccolo con il Piano del cibo intende adottare alcune linee di indirizzo generali sul comportamento dei cittadini e delle imprese in merito alla gestione del cibo ed al contrasto agli sprechi alimentari.

Partendo dalla valorizzazione del settore agricolo che include: la promozione dell’agricoltura sostenibile orientando azioni di intervento verso il sostegno all’agricoltura biologica, a Km 0 e dell’agro-ecologia; l’utilizzo dei terreni comunali per incentivare iniziative legate al lavoro di piccoli imprenditori agricoli e realtà del Terzo Settore al fine di realizzare produzione di ortaggi e frutta biologici e a Km 0; promuovere i prodotti di eccellenza del territorio, rafforzando i sistemi di etichettatura territoriali già esistenti e la creazione di nuovi oltre a promuovere, con l’inserimento in attività agricole di persone svantaggiate.

Focus poi sull’ottimizzazione del sistema di refezione scolastica in cui è prevista, tra l'altro, la promozione dell'educazione alimentare per un maggior livello di conoscenza e consapevolezza del valore del cibo - anche come salute e benessere psicofisico -, dell’agricoltura e del territorio.

La diffusione della cultura della lotta allo spreco e alla povertà alimentare è un altro degli indicatori su cui verterà l’elaborazione del Piano.

Iniziando dalla garanzia d’accesso alle risorse alimentari primarie a tutti, in primis alle fasce più deboli della popolazione attraverso il sostegno alla crescita del progetto, già avviato in città da oltre due anni, della Filiera solidale e alimentare del cibo e puntando a una riduzione drastica degli sprechi alimentari tramite attività da effettuare attraverso un’opera di prevenzione, mediante il sostegno alle iniziative di recupero delle eccedenze alimentari e la redistribuzione delle stesse, oltre a cercare di innescare un comportamento virtuoso all'interno delle famiglie mirato a ridurre gli sprechi attraverso la trasformazione di avanzi in nuove pietanze.

Il progetto, inoltre, prevede anche la realizzazione della Casa del gusto.

Uno spazio, in cui organizzare iniziative di carattere pubblico per promuovere e valorizzare la cultura alimentare, che sarà messo a disposizione delle realtà operanti sul territorio, comprese le associazioni di categoria e i soggetti economici del settore, e che sarà sede di convegni, eventi e attività finalizzati alla diffusione della conoscenza delle eccellenze agroalimentari locali.