ALLUMIERE - Seduta sospesa per mancanza del numero legale: Luigi Landi denuncia una “strategia ostruzionistica dell’opposizione” che avrebbe impedito l’ingresso in aula della consigliera subentrante dopo le dimissioni di Marta Stampella.

A intervenire in merito è il sindaco Luigi Landi, il quale punta il dito contro la minoranza per quanto accaduto nel pomeriggio di martedì, quando il Consiglio comunale non ha potuto aprirsi per la mancanza del numero legale.

Al centro della vicenda la surroga della delegata alle Pari Opportunità Alessia Brancaleoni, la quale avrebbe dovuto subentrare alla dimissionaria vicesindaca e assessora alla Pubblica Istruzione Marta Stampella (che si è dimessa anche da consigliera). «La minoranza non ha permesso la surroga di Alessia Brancaleoni facendo mancare il numero legale - afferma il sindaco Luigi Landi - i consiglieri di opposizione hanno approfittato dell’aspetto tecnico per cui il consigliere subentrante non può essere compreso nel quorum iniziale e sono rimasti fuori dall’aula».

Nel mirino anche Simone Ceccarelli, il quale ha rimesso nelle mani del sindaco le deleghe ma è rimasto cnnsigliere ed è passato recentemente tra i banchi dell’opposizione, indicato come “promotore della linea adottata, insieme al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessio Sgriscia, che – ricorda Landi – nell’ultima seduta aveva votato favorevolmente il bilancio di previsione”.

“Si è trattato - prosegue il sindaco Landi - di un atto non comprensibile, anche considerando che si tratta di una presa d’atto e di un diritto democraticamente acquisito da parte di una persona che ha partecipato alle elezioni». Il primo cittadino collinare evidenzia che Marta Stampella, pur non avendo ancora sciolto ogni riserva su un eventuale ritiro delle dimissioni, “continua a lavorare senza sosta per l’amministrazione”. Parole di ringraziamento Landi le rivolge proprio all’ex vicesindaca: «Il suo impegno, la sua passione, intelligenza e professionalità hanno portato ottimi risultati, in particolare nel settore della scuola». Landi poi concude: «La maggioranza del Fronte Civico, anche con l’uscita di Ceccarelli, c’era prima e a maggior ragione c’è oggi».

La vicenda apre ora un nuovo fronte di tensione tra maggioranza e opposizione, con il tema delle regole consiliari e del corretto funzionamento dell’aula che si intreccia con il confronto politico.

Landi ha ora solo due giorni di tempo per ritirare le dimissioni, se decide di rilanciare l’azione di governo. Se la situazione attualmente allo stallo e in bilico non si sblocca, le dimissioni di Landi diventeranno definitive e si avvieranno le procedure per lo scioglimento del consiglio comunale e la designazione di un commissario prefettizio, in attesa di nuove elezioni amministrative a maggio.

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