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280.562 presenze, 184.200 arrivi. I dati, riferiti all’affluenza turistica nel 2025 a Viterbo restituiscono l’immagine di una città che sembra avere l’appeal giusto per diventare una destinazione turistica a tutti gli effetti. Sicuramente c’è da tenere in considerazione anche il fattore Giubileo e un trend, che si sta sempre più consolidando, della riscoperta dei piccoli borghi e delle piccole città d’arte. Ma nulla toglie merito ai risultati registrati e illustrati dalla sindaca Chiara Frontini, dagli assessori Alfonso Antoniozzi, con delega alla Capitale europea della Cultura, e Katia Scardozzi, con delega alla Promozione e valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale, e dai consiglieri comunali Marco Nunzi, delegato ai rapporti con le attività produttive, e Alessandra Croci, delegata alla promozione della Via Francigena e Giubileo 2025. Perché, al di là dei numeri dello scorso anno, «da quando ci siamo insediati, nel luglio 2022, l’incremento nel settore turistico sfiora il 30%» rimarca Frontini. E se già nel 2023 rispetto all’anno precedente era stato registrato un aumento del 12%, il 2025 «è stato l’anno della sbornia». Come lo ha definito in maniera colorita la prima cittadina. Una “sbornia” dovuta a risultati che vedono Viterbo superare abbondantemente i dati nazionali. Più 10,39% di arrivi rispetto al 2024 contro il 7,1 del dato nazionale, e un aumento del 7,53% di presenze sul 2024 contro il + 3 percento registrato a livello nazionale. «La crescita del settore turistico è sempre stata uno degli obiettivi strategici della nostra amministrazione, a cui abbiamo dato una precisa impostazione: abbinare il turismo allo sviluppo economico». Per la prima cittadina i dati, «tanto più positivi di quelli nazionali», sono frutto di «una strategia comunale, basata sulla partecipazione a fiere nazionali e internazionali di settore con proposte di pacchetti mirati, su eventi di grande richiamo, su campagne marketing dedicate ad asset precisi puntando su un turismo alto spendente, sulla concertazione di politiche diverse». Elogiando poi il grande lavoro di squadra che ha visto mobilitate anche realtà economiche del territorio, ricorda la costituzione dell’osservatorio del turismo «che questa settimana si è insediato per la prima volta» e chiosa: «I dati registrati sono quelli che speravamo di raggiungere». Focus poi con l’assessore Antoniozzi che, in una frase, sintetizza la ritrovata attrattività culturale della città: «Viterbo è una città culturalmente viva». Elencando poi le molteplici iniziative - dalla stagione teatrale e concertistica ai festival di caratura nazionale e non solo - anticipa che a breve partirà una campagna di comunicazione «con una potenza di fuoco» per far arrivare il messaggio che «chiunque venga a Viterbo troverà cultura in qualunque momento, non ci sarà esiste fine settimana senza iniziative». E, annota, che «nel conteggio dei dati sul turismo rientrano anche tutti gli artisti e le compagnie dei vari Festival che, oltre a soggiornare, sono un ottimo passaparola per l’immagine della città». L’assessora Scardozzi, nel fare il punto sugli eventi, sottolinea la grande affluenza registrata. Portando come esempio «le 90mila persone per San Pellegrino in fiore» e la difficoltà riscontrate tra Natale e Capodanno «per trovare posto nelle strutture ricettive per il soggiorno degli artisti». E proprio l’offerta di accoglienza resta una delle criticità dell’ecosistema turistico viterbese, per lo più basato una galassia di realtà extralberghiere ma con poche strutture ricettive dal punto di vista alberghiero. Come rimarcato dal consigliere Nunzi, il quale tornando poi ai dati del 2025 tiene a sottolineare che «i 184mila arrivi registrati erano l’obiettivo che ci eravamo posti 3 anni fa, ora spostiamo l’asticella a un ulteriore traguardo: 200mila». Giubileo e Conclave, pane quotidiano per la consigliera Croci. «Sapevamo che il 2025 sarebbe stato un anno straordinario. Abbiamo censito 19mila pellegrini sui 57mila registrati a Roma. Questo significa che Viterbo è stato punto di transito di un numero notevole di viandanti diretti nella Capitale». Mette poi in risalto le campagne pubblicitarie su testate nazionali e di settore, quali Famiglia Cristiana e Dove che inseriscono Viterbo «tra le destinazioni più importanti per il 2026» e che «molti pellegrini tornano poi in città come turisti per soggiorni di maggiore permanenza». Conclude poi dicendosi convinta che «il trend in crescita andrà oltre il periodo giubilare, proseguirà anche nei prossimi anni».



