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«Abbiamo ascoltato con attenzione l’intervista del Presidente De Santis ai microfoni di Civonline che hanno fatto seguito alle dichiarazioni del nostro Presidente Braccini circa la ripartizione degli spazi acqua nella Piscina Comunale di Via Maratona».
Inizia così la nota di risposta della Nautilus, che torna ad affrontare la questione dell’impianto comunale che sta andando a bando, attaccando anche il Comune.
«Purtroppo non si tratta di polemiche - dichiarano dalla società del presidente Braccini - né tantomeno di “cose buttate lì alla rinfusa” ma di fatti concreti comprovati da documenti ufficiali che nei prossimi giorni troverete disponibili sulla nostra pagina Facebook. Ma questo è il passato.
Finalmente l’Amministrazione Comunale si è decisa a pubblicare il bando per l’assegnazione della gestione della Piscina Comunale di Via Maratona. Questo bando rappresenta un passaggio importante a garanzia di tutti quelli che vogliono fare sport perché il capitolato stabilisce un principio inequivocabile:
“Articolo 3 - descrizione della concessione e degli obblighi del soggetto affidatario:
3.1 Servizi
a) Servizi sportivi
Il concessionario dovrà erogare i seguenti servizi minimi, costituenti le “prestazioni di base”:
· …………….
· Favorire l’uso della piscina da parte delle società sportive operanti nella città sulla base delle richieste pervenute all’Amministrazione ovvero secondo modalità eventualmente concordate con il gestore, così da garantire il più ampio pluralismo associativo.
Pur nel rispetto delle esigenze gestionali, il concessionario dovrà individuare fasce orarie per l’attività organizzata con le associazioni sportive tali da consentire una congrua fruibilità da parte delle stesse anche in relazione alla tipologia di attività svolta e all’utenza di riferimento;
· Favorire, direttamente o mediante concessione in uso della piscina ad altre società, lo svolgimento delle attività sportive agonistiche di nuoto, nuoto sincronizzato e pallanuoto;
· ……………………
«Ben venga quindi un bando che stabilisce questo principio - riprende la Nautilus - la pratica di un qualunque sport sparisce quando chi gestisce gli impianti sportivi pubblici, sia il comune direttamente oppure un privato tramite una concessione, non consente al nuovo arrivato di praticare il proprio sport.
Cosa ancora più grave quando determinati gestori detengono sostanzialmente il monopolio di una disciplina sportiva.
Lo sport, lo dice anche la Costituzione, è un diritto. Forse sarebbe il caso che la politica di qualunque colore, in una città in cui lo stadio è chiuso da 8 anni, una piscina non si sa se e quando riaprirà, non esiste un vero palazzetto dello sport ma solo delle palestre scolastiche adattate, invece di progettare mega investimenti immobiliari, si preoccupasse di dare allo sport l’importanza che merita dotandolo degli strumenti indispensabili per la sua pratica ovvero gli impianti sportivi»-
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