Una stagione da ricordare, anche se il finale non è stato quello sognato.

Elisa Orsini, 17 anni, rugbista di Ladispoli, ha vissuto in Irlanda un’annata di altissimo livello con il Killarney RFC, arrivando fino all’atto conclusivo della Munster League U18 femminile, uno dei campionati giovanili più competitivi del Paese.

Dopo una regular season chiusa senza sconfitte, la formazione irlandese si è arresa in finale al Clonakilty RFC, vittorioso per 47–34 al termine di una partita intensa e combattuta, giocata ad alto ritmo e con grande dispendio fisico da entrambe le squadre.

La Munster League è nota per il suo livello tecnico e atletico elevatissimo e il raggiungimento della finale rappresenta già un traguardo di grande prestigio. Il punteggio racconta una gara dura e aperta fino all’ultimo, nella quale Elisa ha dato il suo contributo con la grinta e la determinazione che la contraddistinguono, guadagnandosi la stima del club e delle compagne di squadra.

Il percorso della giovane atleta assume un valore ancora più significativo per il nostro territorio: Elisa potrebbe essere tra le prime italiane ad arrivare così lontano in un campionato giovanile irlandese, in un contesto dove il rugby è parte integrante dell’identità nazionale.

La sua esperienza all’estero è iniziata lo scorso settembre, grazie a una borsa di studio ottenuta per meriti scolastici. In Irlanda frequenta il Killorglin Community College, dove sta ottenendo ottimi risultati anche dal punto di vista accademico, confermando una maturità che va ben oltre il campo da gioco.

Prima di questa importante avventura, Elisa è cresciuta sportivamente nell’Unione Rugby Litorale di Cerveteri, società che l’ha accompagnata nei primi passi con l’ovale. Oggi è tesserata con il Rugby Frascati Femminile, una realtà che da anni investe con convinzione nel movimento femminile e che guarda con orgoglio al suo percorso di crescita.

La sconfitta in finale non cancella il valore di quanto costruito: la storia di Elisa Orsini resta un esempio di impegno, coraggio e passione. Una storia che dimostra come anche una ragazza partita da Ladispoli possa farsi strada in uno dei Paesi simbolo del rugby mondiale, portando con sé il nome del nostro territorio.

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