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La Nautilus si avvicina alla seconda giornata di ritorno del campionato di Serie A1, in programma sabato a Cosenza, con l’obiettivo di continuare a giocare per farsi trovare pronta negli scontri diretti per la salvezza. Un cammino complesso, in un campionato dove ogni partita è una battaglia e nulla è scontato. Ma accanto all’aspetto sportivo, l’attenzione si concentra anche su una storia speciale tutta interna al club, quella che lega Mario Bianchi, direttore sportivo ed ex arbitro internazionale, e sua figlia Aurora, ormai una delle punte di diamante della squadra.


Il percorso di Mario Bianchi nella pallanuoto nasce da lontano, dalle estati trascorse a Civitavecchia. «Partendo dalle mie vacanze cominciai a partecipare ai tornei degli anni ’70, tra cui il famoso Mecozzi, uno dei quali vincemmo sponsorizzati dal mitico Ferruccio», racconta. Dopo quindici anni di pallanuoto giocata a Roma arrivò quasi per caso l’ingresso nell’arbitraggio: «Accompagnai un amico al corso del GUG e lo feci anche io. Poi il resto sta negli archivi della federazione: ho arbitrato ad alti livelli nazionali e internazionali per più di vent’anni». Una carriera lunga e prestigiosa, chiusa dopo «politiche e persone presuntuose», come le definisce lui stesso, scegliendo di guardare avanti.
L’approdo alla Nautilus nasce invece da una promessa mantenuta. «Dissi al mister Lisi dopo una partita: “Se andate in Serie A1 e serve vi do una mano”». Dopo la promozione la chiamata è arrivata davvero: «Avendo solo una parola ho accettato immediatamente. Nuovo direttore sportivo e si torna in pista». Il passaggio dal ruolo di arbitro a quello dirigenziale ha presentato difficoltà evidenti: «La più grande è stata trovare materiale umano per rinforzarci. Finendo l’A2 un mese dopo la A1, molte atlete erano già accasate». Nonostante tutto, la Nautilus ha scelto di andare avanti: «Reputo che i nostri acquisti siano stati indovinati, tranne una eccezione, e con l’arrivo di Leticia ci apprestiamo ad affrontare il finale di campionato col botto».
In acqua, invece, troviamo Aurora Bianchi, cresciuta respirando pallanuoto fin da bambina. «Ho vissuto la pallanuoto di alto livello seguendo papà ai raduni al centro federale di Ostia. In particolare la preparazione all’Europeo di Eindhoven 2012 penso sia stata determinante». Da lì la scelta: «Un giorno ho detto a papà “io voglio giocare a pallanuoto” ed è diventata una passione coltivata senza forzature». Oggi la Nautilus fa grande affidamento su Aurora, che nello scorso campionato è risultata la migliore realizzatrice del campionato: «Averla sudata e ora poter giocare la Serie A1 da protagonista è un onore. È un campionato diverso, ogni partita è una battaglia».
Il rapporto padre-figlia è fatto di affetto, ma anche di grande rigore. «Credo di essere molto critico, onestamente critico, perché è l’unico modo per migliorarsi», spiega Mario. «Tutti vogliono sentirsi dire bravo, ma bisogna cercare nella prestazione migliore anche il piccolo errore». Aurora conferma: «È un grande osservatore, poco incline agli elogi. Come papà però cerca sempre di trovare il positivo nei miei momenti di down». Non mancano confronti accesi: «Battibecchiamo, siamo entrambi sostenitori delle nostre idee», ammette la giocatrice, «ma i suoi consigli, magari dopo aver sbollito, si rivelano sempre giusti».
C’è poi un passaggio che racconta più di ogni altro la loro storia. «Qualche anno fa dicevano a lei “sei la figlia di Mario Bianchi”», sorride il direttore sportivo, «oggi sempre più spesso dicono a me “ah, tu sei il papà di Aury?”». Un’inversione che rappresenta il senso più profondo di un percorso condiviso.
In vista della trasferta di Cosenza, seguita da quella di Trieste, la Nautilus resta concentrata sull’obiettivo salvezza, consapevole che serviranno continuità e gestione dei momenti chiave. E in questo cammino il legame tra Mario e Aurora rappresenta uno dei pilastri di una società che ha raggiunto vette inesplorate e che continua a crescere, dentro e fuori dalla vasca.
IL CURRICULUM DI MARIO BIANCHI
E’ stato arbitro di Serie A1 dal 1992 al 2015 con all’attivo
355 gare (tra cui 30 finali scudetto) tra Italia, Croazia e
Malta.
Ha diretto 246 incontri internazionali e nel biennio
2016-2018 è stato designatore del campionato di serie B.
Ha inoltre arbitrato in tre campionati europei, un mondiale,
due mondiali giovanili, due europei giovanili, nel
campionato asiatico giovanile e in supercoppa LEN.
Tra il 2015 ed il 2020 è stato docente nazionale per la
FIN-GUG per la formazione degli arbitri di pallanuoto.
Attualmente svolge attività di formazione degli arbitri quale
responsabile GUG CSEN.
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