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Per il quarto anno consecutivo il CSI di Roma,in collaborazione con ENEL, ha teso una mano allo sport cittadino attraverso il progetto “Insieme per lo sport - Civitavecchia 2025”; anzi, ad onor del vero, ad alcune associazioni locali. Un’iniziativa volta a promuovere lo sport e il sociale, che però ha coinvolto solo una piccolissima parte delle tante realtà del territorio. Le società che hanno potuto usufruire delle risorse economiche del colosso dell’energia messe sul “tavolo” dal CSI sono infatti quattordici sulle oltre cento attive in città.
Seppur l’iniziativa sia lodevole, qualche interrogativo resta.
È stata data a tutte le associazioni la possibilità di fare domanda per questi fondi o solo ad alcune?
Qual è stato il criterio di scelta?
Il progetto era rivolto solo alle associazioni affiliate all’ente di promozione sportiva CSI?
A questa domanda possiamo rispondere “no”, visto che alcune delle quattordici società sono legate ad altri enti.
Il Comune, seduto al tavolo degli “onori” nella conferenza stampa di presentazione del progetto, si è assicurato che tutte le società fossero state informate di questa iniziativa?
La stessa Amiministrazione s’è fatta portavoce degli esclusi?
Tutte queste domande non sono certo provocatorie, al contrario nascono dalle esternazioni di molte società rimaste alla porta, inconsapevoli ci fosse la possibilità di partecipare, sempre che ci fosse.
Civitavecchia e le sue associazioni hanno tristemente metabolizzato che Enel, nonostante ormai da anni venga “ospitata” sul territorio e sia tanto amata da tutti, non dia più direttamente fondi per lo sport locale, prima fonte fin dall’infanzia di salute fisica e mentale, ma sostenga solo grandi eventi.
Ora gli sportivi, ma in generale tutti coloro che con l’attività fisica provano a migliorare la propria vita, dovranno anche accettare che nessuno s’è mostratopronto e in grado di spendersi per un’equa ripartizione delle risorse economiche messe a disposizione dal colosso energetico attraverso, in questo specifico caso, il CSI.
Insomma, se deve esserci un aiuto, deve essere data la possibilità a tutti di accedervi, perché non c’è qualcuno che ne ha più diritto degli altri.
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