ALLUMIERE – Il sindaco di Allumiere Luigi Landi si è dimesso.

 “Senza voler responsabilizzare nessuno, negli ultimi giorni il quadro politico e amministrativo ha subito una forte evoluzione negativa – spiega Landi – Per questo comunico di aver appena consegnato le mie dimissioni da sindaco di Allumiere. Ho cercato fino all’ultimo di garantire stabilità e concretezza amministrativa, lavorando per risollevare il paese dopo anni complessi. Sono stati ottenuti finanziamenti importanti, molti dei quali già avviati e altri in arrivo; è stato fatto un forte lavoro sull’immagine del paese e sono state create opportunità che rappresentano un patrimonio reale per la comunità».
«Rimarrò per sempre legato a questo territorio e ad Allumiere – afferma Landi - che mi ha accolto e gratificato. Continuerò a lavorare fino all’ultimo giorno e verificherò nei prossimi giorni se esisteranno le condizioni per poter proseguire, ma non intendo essere di ostacolo a nessuno né restare dentro logiche di potere ed equilibri politici interni che nulla hanno a che vedere con l’interesse dei cittadini».
«Con senso di responsabilità faccio un passo indietro – conclude Landi - ma resto a completa disposizione di tutti: amministratori, cittadini, associazioni e contrade».

La decisione di Landi arriva in un momento di forte turbolenza interna alla maggioranza che ha sostenuto l’esecutivo sin dalla tornata elettorale del 2022.
Landi, alla guida della città dalle elezioni del 2022, quando vinse con una larga percentuale di consensi, era considerato un punto di riferimento per la maggioranza che aveva raccolto alle urne l’appoggio di una grossa parte dell’elettorato. 
Nei mesi scorsi si erano già registrati segnali di frizione all’interno della coalizione di maggioranza. In particolare, il gruppo locale di Fratelli d’Italia, tra i principali alleati politici, aveva annunciato il proprio passaggio all’opposizione denunciando di non essere più parte integrante del progetto politico dell’esecutivo e di essere stato escluso dalle scelte chiave della giunta. Sembra che nell’ultimo periodo si siano registrate alcune divergenze su decisioni strategiche e linee politiche che hanno progressivamente creato spaccature tra gli assessori e i consiglieri che sino a poco tempo fa sostenevano il sindaco. Alcuni membri della giunta avrebbero iniziato a prendere posizioni diverse, allontanandosi dalla linea decisionale concordata, fino a determinare la perdita di quell’intesa politica che è essenziale per la stabilità dell’amministrazione.

Ora si apre la fase prevista dalla legge: Landi ha 20 giorni di tempo per ritirare le dimissioni, qualora decidesse di ricercare un nuovo equilibrio politico e rilanciare l’azione di governo. Se invece non dovesse tornare sui propri passi, le dimissioni diventeranno definitive e avvieranno la procedura per lo scioglimento del consiglio comunale e la designazione di un commissario prefettizio, in attesa di nuove elezioni amministrative.
La partita nei prossimi giorni sarà tutta giocata attorno alla possibilità di un nuovo accordo tra le forze politiche che sinora hanno sostenuto la maggioranza oppure alla decisione di puntare su un ritorno anticipato alle urne, con tutte le implicazioni che questo comporterebbe per i progetti in corso e per la gestione dei servizi comunali.
Ad Allumiere si guarda alle prossime settimane con apprensione politica: resta da vedere se la crisi resterà confinata all’interno dell’attuale consiliatura o se si aprirà una nuova fase politica con elezioni anticipate.

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