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SANTA MARINELLA – Il gruppo in consiglio comunale di Noi Moderati spiega perché ha votato contro al bilancio di previsione in consiglio comunale.
«Il nostro voto è coerente con le scelte politiche del gruppo che rappresento – dice il capogruppo Patrizia Ricci - così come coerente e trasparente è stata la nostra azione, che ci ha messo nelle condizioni, di fatto, di uscire dall'attuale maggioranza. I nodi, oggi più che mai, come da noi ampiamente previsto nei mesi scorsi, sono arrivati al pettine e oggi ci troviamo a dover approvare un bilancio anche a firma di un soggetto che non ha firmato alcun incarico con il nostro ente e che il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha dichiarato essere incompatibile con il ruolo che ricopre. Una posizione che non è legittima né legittimabile, con buona pace degli assessori che continuano ad avvalorarla, condividendo di fatto una situazione ormai fortemente compromessa. La nostra scelta di passare in opposizione è stata una scelta ponderata e condivisa e verteva in toto sulla legittimità o meno della permanenza dell'architetto Ermanno Mencarelli come responsabile dei nostri uffici lavori pubblici. Abbiamo partecipato a numerose riunioni di maggioranza e in quelle occasioni abbiamo sempre dichiarato i nostri legittimi dubbi riguardanti la permanenza di tale figura. Abbiamo scritto al Prefetto varie volte e lui puntualmente ci ha risposto, a dimostrazione del atto che il nostro Comune non è uno stato a parte, dove il sindaco, può decidere, a suon di decreti, come se vivessimo nel medioevo. Ci domandiamo, per quale motivo il nostro vice sindaco è stato accompagnato alla porta, dopo una lettera dai toni inaccettabili, proprio per la sua contrarietà sulla permanenza di Mencarelli, mentre adesso ci sono assessori che disertano le giunte che vedono all’ordine del giorno atti firmati da Mencarelli? Ci domandiamo anche – conclude Ricci - quando il presidente Minghella chiederà scusa per essersi prestato al gioco del sindaco, divulgando una versione surreale dell’incontro con il Prefetto Giannini, puntualmente smentita da quest’ultimo, unitamente al Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri».
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