Roma, 17 feb. (Adnkronos Salute) - "Prevenire linfezione da Rsv vuol dire evitare che levento acuto si scateni". Così Alberto Papi, professore di Malattie dellApparato respiratorio e direttore dellUnità Respiratoria del Dipartimento CardioRespiratorio dellospedale SantAnna di Ferrara, commentando i nuovi dati reallife sullefficacia del vaccino contro il virus respiratorio sinciziale nei pazienti con Bpco e asma severa presentati al congresso internazionale 'Resvinet' in corso a Roma per commentare. Quelli presentati a 'Resvinet', secondo Papi, sono "dati sovrapponibili a quelli clinici e mostrano oltre il 70% di efficacia nel prevenire gli aspetti più gravi conseguenti allinfezione, in particolare quelle riacutizzazioni che rappresentano il peggioramento della patologia, spesso con esiti pesanti: ospedalizzazione, intubazione, morte anche, quando si tratta di pazienti ospedalizzati e intubati", osserva. Il virus respiratorio sinciziale, insieme ad altri virus respiratori, resta infatti "fra le cause principali delle riacutizzazioni nelle patologie ostruttive" e che, come sottolinea lesperto può avere conseguenze non solo immediate: "esiste un rischio medio termine - spiega Papi - come laumento di mortalità cardiovascolare nel periodo della riacutizzazione e fino a un anno dopo e un rischio a lungo termine perché ogni riacutizzazione accorcia la sopravvivenza di questi pazienti". Da qui, sottolinea il professore, il valore della vaccinazione: "La prevenzione vaccinale rappresenta un aspetto fondamentale, questo ormai le linee guida lo riconoscono indicandolo come parte integrante del management della patologia. Non più un intervento aggiuntivo ma una componente strutturale del trattamento, tanto che il vaccino antiRsv, - conclude Papi - è stato incluso con levidenza più alta, di tipo A, proprio per il suo ruolo di evitare il contagio che fa da trigger, che scatena levento acuto".