Roma, 24 gen (Adnkronos) - "Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno manifestato la loro solidarietà per quanto è accaduto ieri pomeriggio alluniversità di Bergamo, ennesima conferma di un clima non bello. Vi è però un punto politico su cui credo sia utile soffermarsi". Lo scrive sui social Giorgio Gori. "I giovani contestatori ce lavevano con me - hanno spiegato - perché riconosciuto come sionista. Le mie colpe: essere vicino allassociazione Sinistra per Israele - Due popoli due Stati e aver difeso Lele Fiano - a sua volta contestato a Bergamo - quando anche i Giovani Democratici avevano sostenuto che la sinistra non può dialogare con i sionisti moderati, ma deve dialogare con gli antifascisti e gli antisionisti", prosegue l'eurodeputato del Pd. "Il sionismo, dunque. Non inteso come lideologia nata nella seconda metà dellOttocento e volta a riconoscere il diritto allautodeterminazione del popolo ebraico, il suo diritto a vivere in sicurezza allinterno di un proprio Stato, quanto ricondotto allattuale politica dello Stato dIsraele, al neocolonialismo di Netanyahu o addirittura ai tratti fascistoidi di alcuni esponenti del suo governo", scrive ancora Gori. "Non è però questo, il sionismo. E distinguere è fondamentale. Lo ha spiegato Gad Lerner dopo essere stato fischiato alla manifestazione di Roma, proprio per aver rivendicato il suo essere sionista: Chi della mia famiglia non è riuscito a emigrare in Israele, dove sono nati i miei genitori, è stato vittima della Shoah in Europa. Io non sarei al mondo senza Israele, quella per me è la terra della salvezza. Sionista non equivale a fascista e non equivale ad assassino. Si è demonizzata la storia. Laspirazione a una patria ebraica è legittima esattamente come laspirazione a una patria palestinese", sottolinea Gori. "La legittimazione dellantisionismo, per contro, rischia di offrire una pericolosa sponda a manifestazioni di intolleranza e di odio: dalle intimidazioni contro la Brigata Ebraica alle contestazioni nei confronti di Emanuele Fiano e degli esponenti di Sinistra per Israele - per quanto netti questi possano essere nella condanna dellattuale governo di Tel Aviv e nel sostenere lidentico diritto allautodeterminazione del popolo palestinese", dice ancora Gori. "So bene che come esistono forme diverse di sionismo, da quello politico a quello religioso, da quello culturale a quello umanista e socialista di Enzo Sereni, così vi sono differenti sfumature di antisionismo, non per forza aggressive o intolleranti. Ma la frase di congedo dei giovani contestatori di Bergamo Siamo per chiunque spari a un sionista ci dice che questo è un momento delicato, in cui qualche parola chiara sarebbe forse utile. Parole nette come quelle che Giorgio Napolitano pronunciò nel luglio 2013, quando ancora era presidente: Desidero rinnovare [] la mia più severa condanna di ogni rigurgito di antisemitismo, anche quando esso si travesta da antisionismo, ispirato a un inaccettabile rifiuto del diritto allesistenza dello Stato ebraico". Il Pd e le altre forze di sinistra condividono le parole di Napolitano? Riconoscono che lantisionismo rischia (non di rado) di risultare un travestimento dellantisemitismo? Se sì, sarebbe utile lo dicessero chiaramente, e che agissero di conseguenza", conclude Gori.