SANTA MARINELLA – “Annuncio l’ingresso in Fratelli d’Italia di Patrizia Befani, ex consigliere comunale a Santa Marinella. L’adesione di una amministratrice come Patrizia Befani conferma la capacità del partito di attrarre energie nuove, competenti e radicate sul territorio. A Patrizia il mio convinto benvenuto e l’augurio di un percorso ricco di impegno e soddisfazioni, all’interno di un partito che crede nei territori e nelle donne”. A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Emanuela Mari. Ma quest’ultima non avrebbe mai immaginato che questa dichiarazione avrebbe creato un vero putiferio nel centrodestra cittadino. Il primo ad intervenire è stato lo stesso circolo di Fratelli d’Italia di Santa Marinella che dice apertamente di non essere stato interpellato. Il coordinatore del partito Giampiero Rossanese pur di non contrariare la scelta della Mari dà il benvenuto all’ex consigliere della giunta Tidei passata da una lista civica di sinistra a Noi Moderati per poi finire in Fratelli D’Italia. “La tessera di Fratelli d’Italia – dice Rossanese - non equivale automaticamente a una candidatura, né tantomeno a un posto garantito nelle liste per le prossime elezioni”. Infatti il coordinamento locale rivendica autonomia, radicamento e coerenza politica, lasciando intendere che eventuali operazioni provenienti dai piani superiori rischiano di incrinare equilibri già delicati. Ora sarà il coordinatore Marco Silvestroni a dover dirimere una questione che non è più soltanto locale, ma assume i contorni di un caso politico interno, chiarire se Fratelli d’Italia intenda puntare su un allargamento pragmatico e trasversale o se, al contrario, voglia preservare una linea identitaria chiara, soprattutto nei territori dove il partito è storicamente strutturato. Ciò che non sopportano a Fratelli D’Italia è che arrivino figure politiche che hanno avuto esperienza nella passata legislatura con la coalizione di centro sinistra. Infatti nell’ultima intervista concessa, Rossanese aveva detto chiaramente di voler chiudere con certi personaggi buoni per tutte le stagioni. “Chi è di Fratelli d’Italia deve rappresentare il nostro partito – disse Rossanese nell’intervista a Talk in The City - non mi piacciono le ammucchiate perché chi tradisce una volta, poi lo fa sempre. Noi dobbiamo guardare al programma, quei quattro o cinque punti che devono essere condivisi da tutti. Guardo alle liste civiche ma a distanza, perché una volta stanno a destra, poi passano a sinistra e poi al centro. Non ci si può fidare di loro. Il cittadino deve fidarsi e pensare che se ha votato per quella persona, per cinque anni deve stare al suo posto.

Noi comunque dobbiamo affidarci solo a chi rappresenta il centro destra nazionale”. Ovvio che la Befani può ribattere che ora è una iscritta di un partito inserito nel centrodestra nazionale. Su questa vicenda interviene anche Stefano Marino responsabile della lista civica Io Amo Santa Marinella. “Il grande trasformismo cioè Patrizia Befani in Fratelli d’Italia è solo l’ultimo atto di un circo senza fine – afferma Marino - l’ultima notizia politica in città non ci sorprende, ma ci indigna profondamente, l’ingresso di Patrizia Befani in Fratelli d’Italia è la conferma definitiva che a Santa Marinella la coerenza è diventata un reperto archeologico. Eletta nelle liste del centrosinistra, passata poi per Noi Moderati e ora approdata alla destra di governo, la consigliera Befani incarna perfettamente quel salto della quaglia che ha stancato i cittadini. Ma non è sola in questo ballo in maschera. Il panorama politico locale sembra un mercato rionale dove le casacche si cambiano a seconda della convenienza del momento. Jacopo Iachini dal Pd, transita in Noi Moderati e poi finisce nel gruppo Misto giusto in tempo per sfiduciare l’amministrazione. Patrizia Ricci, anche lei dal Pd approdare a Noi Moderati, Roberto Bacheca abbandona Forza Italia e entra in Fratelli d’Italia. Pietro Tidei che dopo aver guidato il PD locale per anni, ora nasconde il simbolo per lanciare una lista personale cercando di rifarsi il look in vista del 2026. Siamo di fronte a un’offesa plateale verso gli elettori. Questi signori non si spostano per ideali, ma per pura sopravvivenza. Cercano una scialuppa di salvataggio per rientrare in consiglio comunale, mentre la città è ferma, commissariata e sommersa dai problemi reali che loro stessi hanno contribuito a creare”.