Roma, 18 nov. (Adnkronos) - "Il decreto flussi non apre canali veri di accesso regolare in Italia ma crea le condizioni per il lavoro nero, il caporalato, la clandestinità, al più servirà a regolarizzare persone già presenti sul territorio. Contiene in sé il principio del proprio fallimento perché si muove sul solco della Bossi–Fini che presuppone che un imprenditore si metta in azienda o una famiglia si metta in casa un collaboratore che non ha mai conosciuto prima". Così il deputato M5s Alfonso Colucci, capogruppo in commissione Affari Costituzionali, nella dichiarazione di voto sul decreto Flussi. "Fissa quote stabilite a tavolino - prosegue - senza conoscere i fabbisogni reali, procedure che causano ritardi cronici, click day che diventano una lotteria, burocrazia infinita, intermediazioni opache. E' il decreto di un governo incapace di uscire dalla logica dell'emergenza. Noi, al contrario del centrodestra, vogliamo che i cittadini vivano l’immigrazione nel contesto della sicurezza, non in quello della paura. Servono regole chiare e rigorose per un'immigrazione ben regolata e che sia fattore di crescita, sviluppo, integrazione nella sicurezza di italiani e immigrati. E la sicurezza non si fa con gli slogan ma con i diritti e con il lavoro". "Ma non basta: questo decreto Flussi è l’ultimo atto di un percorso disastroso del governo Meloni che ha prodotto emergenza, irregolarità, sprechi e propaganda. Otto decreti legge sull’immigrazione e il risultato sono più di 300 mila sbarchi in tre anni. Il blocco navale è durato una sola notte. Ma il capolavoro è l’operazione Albania, quasi un miliardo per costruire centri che sono rimasti vuoti. Lì dentro ci sono le nostre forze dell’ordine a guardare il nulla mentre nelle nostre città aumentano i reati predatori. E oggi la premier Meloni è passata dal 'funzioneranno' al 'funzioneranno fra due anni'. Un fallimento totale", conclude.
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