Roma, 21 nov. (Adnkronos Salute) - "Quando si parla di miastenia gravis bisogna ottimizzare le terapie e per fortuna da qualche anno sono disponibili cure molto mirate. I neurologi devono imparare ad usarle. Al momento abbiamo delle limitazioni perché alcune terapie sono previste solo per pazienti molto gravi e hanno una minore accessibilità. Inoltre, non tutte le Regioni sono state attivate sulla prescrizione di questi nuovi farmaci. Dall'altro lato rimane sempre importante la diagnosi precoce per poter aggredire in maniera appropriata la situazione". Così Renato Mantegazza, primario emerito Neuroimmunologia e Malattie neuromuscolari, Fondazione Irccs istituto neurologico Carlo Besta di Milano, e presidente Aim - Associazione italiana miastenia e malattie immunodegenerative - Amici del Besta Odv, intervenendo al convegno 'Tutela del paziente con malattie rare: la miastenia gravis come paradigma', organizzato a Roma e promosso da Omar - Osservatorio malattie rare con il contributo non condizionato di Ucb Pharma. "Questa patologia - prosegue Mantegazza - condiziona qualsiasi attività della vita quotidiana, se non controllata. Si va da sintomi leggeri dal punto di vista neurologico, ma molto impattanti sul piano personale, come la diplopia, cioè il vedere doppio. Si può far fatica a salire le scale, a pettinarsi, a masticare e deglutire. E' una malattia molto impattante".
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