Ancora Via Francigena sotto tiro nella Tuscia. Dopo il caso denso di polemiche di Montefiascone, in cui dei lavori sono stati realizzati senza previa autorizzazione della Soprintendenza, stavolta viene coinvolto un ampio tratto su strada Martana per il progetto di una centrale a biogas. «Stanno costruendo una centrale di biogas sulla strada Martana vicino Viterbo, nei pressi dell’azienda agricola Pepponi Paolo, gli stanno espropriando un terreno in prossimità del suo allevamento e del centro aziendale in cui passa l’antica Via Francigena». Il grido d’allarme, proprio nei giorni del presidio degli agricoltori al casello di Orte, lo lancia Tonino Monfeli, leader del movimento ConCa e riferimento del mondo agricolo in protesta. Il progetto cui si riferisce Tonino Monfeli è stato proposto dalla società agricola Castelleone Biometano società agricola Srl di Bovolone in provincia di Verona «e progetta e propone in tutta Italia – come dice ancora Monfeli - centrali a biomasse da farsi finanziare con soldi pubblici, avendo vinto un bando nazionale grazie all'autorizzazione (con 84 prescrizioni) alla costruzione ed all'esercizio della megacentrale a biomasse di Viterbo, lavorerà 60.750 ton/anno di risorse di origine agricola e zootecnica, pari a circa un terzo di quanto autorizzato per l’impianto di “trattamento meccanico biologico” dei rifiuti urbani prodotti nelle Provincie di Viterbo e Rieti». «Non esiste opposizione fattibile contro questo esproprio – aggiunge Monfeli -, tra l'altro sarà deturpata l’antica Via Francigena che si accinge a diventare patrimonio mondiale dell'Unesco: il cortocircuito degli enti preposti va ad intaccare il nostro patrimonio agricolo e culturale, solo per scopi economici legati agli interessi dei soldi pubblici da impiegare nella nostra Viterbo». Il progetto di realizzazione dell’impianto prevede una «variante all’autorizzazione unica Ddrg n.3001 del 28/12/2023 per la costruzione e l’esercizio di un impianto di produzione di biometano da fonti rinnovabili da realizzarsi nel comune di Viterbo di cui aggiornamento al provvedimento autorizzativo con variante progettuale approvata con Ddrg n. 79 del 17/01/2025». «Dopo diversificate e costruttive interazioni con l'Amministrazione comunale di Viterbo e lo stesso dirigente della Provincia che ha approvato il raddoppio della megacentrale a biomasse - continua il leader del ConCa -, progettata per trasformare 60.750 ton/anno di risorse di origine agricola e zootecnica in metano e ammendante compostato, in una importante riunione tenutasi l'11 novembre 2025 negli uffici del Comune di Viterbo, la sindaca e l'assessore Emanuele Aronne avendo appreso che ci sono diversi percorsi alternativi, hanno garantito un loro intervento diretto presso l'azienda agricola Castelleone Biometano Srl concessionaria del progetto, per scongiurare il passaggio di decine di mezzi pesanti ogni giorno su mezzo chilometro di Via Francigena che il Comune intende invece valorizzare e mettere in sicurezza. Con Mario Apicella e il nostro comitato ConCa – dice ancora Monfeli – abbiamo preso subito le difese del nostro associato Paolo Pepponi ma, guardando con avvocati, geologi e agronomi, non è stato possibile opporre resistenza al progetto della centrale di biogas. Sembra che la costruiranno presto. Verranno intaccati circa 400 metri di Via Francigena, faranno delle piccole staccionate e il Comune di Viterbo sembra abbia accettato in pieno la cosa». La domanda sorge per Monfeli spontanea: «Ma se la Via Francigena sta per diventare patrimonio Unesco come hanno fatto ad avere via libera per la centrale a biometano? Non si riesce a afre un’opposizione vera al progetto: è giusto però che la gente sappia cosa sta succedendo». Il ConCa chiede le istituzioni si muovano ed evitino l’ennesima servitù della Tuscia.

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