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LADISPOLI – Religione, mare e rispetto dell’ambiente. Tutto è possibile con la protezione civile Dolphin e il Comune che hanno dato vita ad una giornata speciale per onorare il patrono della città: San Giuseppe. I sommozzatori specializzati sono scesi con le loro bombole non solo per rendere omaggio alla statua a cui i ladispolani sono tanto affezionati, ma l’hanno anche ripulita dalle alghe e da altri tipi di residui. L’operazione è scattata l’altra mattina a largo di Torre Flavia precisamente nei pressi del caratteristico Scoglio del Corallo dove è adagiata la scultura. Un evento inquadrato nel progetto “Blue Experience”, sostenuto con fondi regionali e nato per valorizzare le tradizioni marinare e il legame profondo tra la comunità e il mare. «Lo scopo – spiega Enzo Freddi, responsabile Dolphin Ladispoli – è quello di omaggiare il patrono della città e farlo anche con tanti ragazzi che a poco a poco si stanno avvicinando alla professione dei sommozzatori. Giovani e adulti tutti insieme a sostegno dell’ecologia e del rispetto del litorale, perché il mare va sempre rispettato, in ogni occasione». A rendere ancora più significativa la cerimonia dal punto di vista istituzionale, la presenza di Pierpaolo Perretta, consigliere comunale e delegato al Demanio marittimo di Palazzo Falcone, che si è immerso personalmente insieme ai sub per deporre la corona davanti alla statua del santo. La seconda tappa a settembre quando, oltre ai fiori, sarà posizionata un’ancora donata da Simone Cianflone, uno dei pescatori artigianali di via Marco Polo. Prima dell’immersione verrà benedetta da monsignor Gianrico Ruzza, vescovo della Diocesi di Porto–Santa Rufina. Inoltre è stato già definito che il 13 agosto 2026, in occasione della trentennale inabissamento della statua, si terrà una processione via mare con la partecipazione del vescovo, durante la quale sarà deposta una nuova corona. «All’interno della Blue Experience – conclude il delegato Pierpaolo Perretta - è stata inoltre realizzata la guida “I Santi del Mare”, che mappa e racconta le statue devozionali collocate nei mari del Lazio – da Civitavecchia a Tarquinia, fino a Ladispoli – creando itinerari culturali, religiosi e turistici che uniscono fede, storia e territorio. Non è solo un momento di fede e devozione ma anche un atto di valorizzazione delle radici spirituali che legano la città al suo mare».
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