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CIVITA CASTELLANA - La Tuscia celebra il Giorno della Memoria.
Alla cerimonia che si è svolta a Civita Castellana, hanno preso parte il sindaco Luca Giampieri, il vescovo Marco Salvi, il maggiore Raffaele di Lauro, comandante della compagnia dei Carabinieri di Civita Castellana, e le autorità civili e militari del territorio. Un momento solenne e partecipato, culminato con la deposizione di una corona d’alloro, per rinnovare l’impegno della nostra città nella custodia della memoria.
«Quando il 27 gennaio del 1945 le truppe alleate entrarono ad Auschwitz - ha detto Giampieri - il mondo conobbe la barbarie di quanto accaduto nei campi dì sterminio. Un orrore perpetrato per anni ai danni di chi aveva la ‘colpa’ non di aver fatto qualcosa, ma di essere qualcuno, cioè di appartenere a un’etnia o di professare una religione. Il nostro impegno istituzionale di amministratori, ma anche la nostra coscienza di cittadini e di uomini e donne, è concentrato sul ricordare quell’orrore e sul tentare di spiegarlo ai più giovani. Perché la memoria è patrimonio di tutti. Ricordare, quindi, non è solo un dovere storico, ma un atto di responsabilità verso il presente e il futuro, perché quanto accaduto non si ripeta mai più». Le celebrazioni per la Giornata della Memoria sono proseguite nel pomeriggio presso la biblioteca comunale Enrico Minio, dove è stato presentato il libro “Etty Hillesum. Il racconto della sua vita” di Judith Koelemeijer, con relatori Gerrit Van Oord ed Enrico Paventi. Domani, infine, presso l’aula magna degli istituti superiori Colasanti e Midossi, si terrà uno spettacolo teatrale ispirato alla shoah per gli studenti delle due scuole.
SUTRI. Anche la comunità di Sutri si è raccolta in un momento di riflessione profonda e necessaria. «Abbiamo ricordato la Shoah, una delle pagine più buie e dolorose della storia dell’umanità, lo sterminio sistematico di milioni di uomini, donne e bambini, colpevoli soltanto di essere nati - ha spiegato il sindaco Matteo Amori -. La memoria non è un esercizio retorico né un rituale vuoto: è un dovere morale. È il fondamento su cui si costruisce una società più giusta, consapevole e responsabile. Ricordare significa assumersi l’impegno di non voltarsi mai dall’altra parte, di riconoscere i segnali dell’odio, dell’intolleranza e della discriminazione, anche quando si presentano in forme nuove e apparentemente innocue. La Shoah ci insegna che l’indifferenza può essere complice, che il silenzio può diventare colpa. Per questo il ricordo deve tradursi in azione quotidiana: nel rispetto dell’altro, nella difesa della dignità umana, nella promozione dei valori di libertà, uguaglianza e solidarietà sanciti dalla nostra Costituzione. Particolarmente significativa - ha aggiunto Amori - è stata la presenza dei ragazzi delle classi terze della scuola media. La loro partecipazione ha rappresentato un momento centrale della cerimonia e un segnale importante di continuità della Memoria, affidata alle nuove generazioni. Come Sindaco di Sutri, sento forte la responsabilità di trasmettere questo messaggio soprattutto ai più giovani, chiamati a trasformare il ricordo in coscienza civile, affinché quanto è accaduto non si ripeta mai più, sotto nessuna forma, in nessun luogo».
SORIANO NEL CIMINO. «Celebriamo il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita per ricordare lo sterminio e le persecuzioni subite dal popolo ebraico e da tutti i deportati politici e militari nei campi di concentramento nazisti. Il nostro pensiero - hanno scritto sui social dall’amministrazione comunale - va alle migliaia di persone che hanno subito violenze, torture e privazioni indicibili, e a tutte le vittime di una delle pagine più buie e tragiche della storia dell’umanità. Ricordare è un dovere civile e morale: la memoria è lo strumento più forte che abbiamo per difendere la dignità umana e contrastare ogni forma di odio, discriminazione e indifferenza».
NEPI. «La legge 211/2000 ha istituito il 27 gennaio – data della liberazione dei sopravvissuti del campo di sterminio di Auschwitz nel 1945 – come il Giorno della Memoria, perché non sia dimenticato lo sterminio del popolo ebraico e con esso la deportazione politica e militare, le leggi razziali fasciste, i peggiori crimini commessi da nazisti e fascisti nella Seconda guerra mondiale, e perché si ricordino anche quanti ebbero il coraggio di opporsi alle persecuzioni, alla barbarie, allo sterminio degli innocenti». Lo dicono dalla sezione Anpi “Emilio Sugoni” di Nepi. «Fondamentale celebrare il Giorno della Memoria anche e a fronte delle terribili e più recenti azioni che i vertici dello Stato di Israele hanno perpetrato nei confronti del popolo palestinese (completa distruzione delle città della Striscia di Gaza e oltre 80mila vittime tra i civili di cui oltre 15mila tra i bambini), in risposta al sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 (circa 1200 giovani ebrei tra le vittime). Dobbiamo ribadire proprio nel Giorno della Memoria che non si possono confondere le atrocità militari del governo israeliano con l’intero popolo ebreo, come non si possono confondere le responsabilità dei terroristi di Hamas con l’intero popolo palestinese. Stiamo assistendo ad un incremento drammatico dei conflitti, delle guerre, della violenza, delle persecuzioni, del razzismo e della sopraffazione del più forte sul più debole in tantissime parti del mondo. Il Diritto internazionale e le vie della diplomazia per la ricerca della pace vengono sempre più indeboliti quando non derisi e considerati un mero e vuoto dovuto esercizio solo formale nel quale più non credere. Si sta cedendo, anche in Europa e in Italia, alla logica militare e industriale del riarmo con la giustificazione di conseguire una maggiore sicurezza nazionale e dell’Europa comunitaria occidentale. Ciò però non potrà mai essere, come insegna la storia passata e più recente. Quando si costruiscono e comprano armi si finisce inevitabilmente nell’usarle distruggendo la vita delle persone e dei popoli. La celebrazione de il giorno della Memoria nel ricordo delle vittime della Shoah ci mette di fronte tutti i volti di quelle che sono state e continuano ad essere le vittime di ogni guerra e violenza in ogni luogo del mondo. Il Giorno della Memoria sia quindi la celebrazione di un rinnovato impegno di tutti e di ciascuno per la democrazia, la pace, i diritti umani e la libertà e valori dell’Antifascismo, senza ambiguità, senza scuse e in ogni circostanza.
A Nepi per iniziativa del Circolo Arci 7 Fratelli Cervi, dell’Associazione 3CI– Caffè, Cultura, Comunità-, in collaborazione con la sezione di Nepi, sarà proposta anche oggi e domani una rassegna cinematografica dedicata».
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