CIVITAVECCHIA – «Per la seconda volta nel giro di pochi giorni, la stessa zona, la stessa strada, le stesse abitazioni sono finite sott’acqua. Non è un episodio isolato. Non è una coincidenza. È il risultato di una gestione amministrativa che da anni trascura la manutenzione ordinaria del territorio». L’allarme torna a lanciarlo Manuel Gregori, ex delegato dell’Amministrazione per le Periferie Nord di Civitavecchia.

Giovedì scorso, in piena notte, si è verificata un’alluvione ancora più grave. L’acqua ha invaso case e strade mentre le famiglie dormivano. Oggi, nel primo pomeriggio, la scena si è ripetuta, la differenza l’ha fatta soltanto la tempestività dei cittadini, che hanno avuto il tempo materiale di intervenire per salvare il salvabile. Non la prevenzione istituzionale. Non un sistema efficiente. Non un piano di manutenzione serio. Le immagini raccolte parlano in modo inequivocabile: caditoie laterali ostruite, fossi di raccolta delle acque in evidente stato di abbandono, accumuli di detriti e rifiuti che impediscono il normale deflusso dell’acqua piovana. Questo non è fatalismo. È incuria.

«Non possiamo più accettare che ogni temporale diventi un bollettino di guerra», dichiara con fermezza Gregori.

«Le competenze sono chiare: la Città Metropolitana di Roma Capitale, per le arterie e le infrastrutture di propria giurisdizione; il Comune di Civitavecchia, per la manutenzione urbana ordinaria e per la vigilanza sul territorio. Entrambi guidati da un asse politico PD–Movimento 5 Stelle che governa a livello metropolitano e comunale. Un’alleanza – ha aggiunto – che avrebbe dovuto garantire coordinamento, programmazione e interventi strutturali. Invece, ciò che i cittadini vedono è un rimpallo continuo di responsabilità, una gestione emergenziale anziché preventiva, una politica più attenta agli equilibri interni che alla sicurezza delle famiglie. Qui non si tratta di fare polemica sterile. Qui si tratta di pretendere responsabilità. La manutenzione delle caditoie e delle strade non è un favore. È un dovere. La pulizia dei fossi non è propaganda. È prevenzione. Da ex delegato dell’amministrazione per le periferie nord di Civitavecchia - prosegue Gregori - conosco bene le criticità di queste aree. So quanto sia fragile l’equilibrio idrogeologico e quanto sia determinante una manutenzione costante e programmata. Proprio per questo non posso restare in silenzio davanti all’ennesimo episodio che colpisce sempre gli stessi quartieri. Le periferie non possono essere considerate territori di serie B. Non possono essere ricordate solo in campagna elettorale e dimenticate quando si tratta di investire in sicurezza. Chiediamo con urgenza che vengano resi pubblici: i piani di manutenzione ordinaria e straordinaria degli ultimi dodici mesi, le date degli interventi effettivamente eseguiti nelle zone oggi colpite, un cronoprogramma immediato e verificabile per la messa in sicurezza delle aree a rischio. Serve un piano straordinario di pulizia delle caditoie e dei fossi di raccolta acque, serve un monitoraggio tecnico serio, serve un’assunzione di responsabilità politica chiara. La pioggia non si può fermare. Ma l’incuria sì. E l’incuria ha un nome e un cognome: è quella di chi governa e non programma. I cittadini di Civitavecchia meritano rispetto, tutela e prevenzione. Meritano amministratori che agiscano prima che l’acqua entri nelle case, non dopo. Non possiamo più accettare – ha concluso – che l’eccezione diventi normalità. Non possiamo più accettare che la sicurezza venga sacrificata sull’altare degli equilibri politici.  Civitavecchia merita di più».