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LADISPOLI – Il Comune ci prende gusto e oltre alle scogliere da 10 milioni di euro, il cui progetto verrà illustrato per filo e per segno nella conferenza stampa di giovedì mattina a palazzo Falcone, è in ballo pure il cantiere relativo al lungomare, circa un milione di euro. Avverrà già quest’anno la riqualificazione di tutti e tre i tratti costieri: via Regina Elena, via Marco Polo e via Marina di Palo. Il disegno prevede svariati interventi. Via le vecchie alberature con palme più resistenti alle intemperie e ai parassiti ma anche più eleganti e scenografiche. Il piano prevede pure impianti di irrigazione, altre piantumazioni, la manutenzione straordinaria delle aree archeologiche con l’utilizzo di pannelli descrittivi e un sistema di illuminazione più efficace rispetto a quello attuale. Il restyling punterà su servizi innovativi: totem digitali, panchine panoramiche dotate di prese Usb e connessione Wi-fi, pensati per rendere più confortevole la permanenza di cittadini e turisti. «È un altro aspetto a cui teniamo moltissimo – sostiene l’assessore ai Lavori pubblici di Ladispoli, Marco Pierini – e credo che i cantieri partiranno prima dell’estate. Siamo nella fase dell’aggiudicazione e sono previsti anche delle varianti quando entreremo nella parte esecutiva». Verranno creati anche spazi da adibire alla promozione dell’attività motoria mediante installazione di attrezzature ludico-sportive all’aperto, in particolare percorsi vita, aree fitness e campi polivalenti per incentivare il movimento e il benessere fisico. In aggiunta pure percorsi pedonali e ciclabili per favorire la mobilità attiva e la fruizione del territorio costiero. Si punterà ad una maggiore accessibilità delle spiagge, dei lungomari e degli spazi prospicienti la costa, con particolare attenzione alle esigenze delle persone con disabilità. Tutto è riportato nero su bianco sul progetto.
Da risolvere c’è il problema dei raid vandalici che hanno creato più di un problema alla Passerella dei Tramonti. «Metteremo in sesto anche le opere colpite dai teppisti – conclude Pierini – purtroppo non tutti rispettano l’ambiente in cui si vive e piuttosto preferiscono creare danni alla comunità».
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