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LADISPOLI – Dopo il risarcimento civile del Ministero della Difesa da 243mila euro arriva anche la condanna nell’ambito del processo relativo al kitesurfer ferito il 3 ottobre del 2018 a Torre Flavia dal passaggio di un elicottero militare. Il capo dell’addestramento, Massimiliano Rossi, secondo quanto stabilito dal giudice di pace di Civitavecchia, avrebbe dovuto adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza in quel tratto di spiaggia, e quindi di fatto procedere con l’interdizione del tratto costiero. E quindi è stato condannato a pagare 2mila euro. Altre due persone erano state indagate, ovvero i due piloti del Chinook ma i reati si sono prescritti. L’ufficiale, ora ammiraglio ha rinunciato alla prescrizione e alla remissione della querela da parte degli avvocati del kitesurfer, Alessandro Ognibene, fino ad arrivare all’ultimo epilogo. La svolta su questo caso spinoso era arrivata appunto nel 2024 con il maxi risarcimento del ministero, dopo le indagini della Capitaneria di porto di Ladispoli. Secondo l’accusa, l’elicottero avrebbe risucchiato con la doppia elica lo sportivo che ha vissuto un incubo rischiando di morire e ritrovandosi in ospedale al Policlinico Gemelli con traumi praticamente su tutto il corpo. La difesa, al contrario, aveva sempre negato l’impatto con il velivolo puntando più sul «colpo di vento» che sul risucchio che ha sbalzato il kitesurfer per parecchi metri fino a farlo crollare rovinosamente sulla sabbia.
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