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LADISPOLI - Intitolare la "Cittadella della Solidarietà" di via Genova, a una vittima di mafia della Regione Lazio. Ad annunciarlo i volontari che operano all'interno della struttura, sequestrata alla mafia, e concessa dal Comune, ad alcune associazioni del territorio nel 2020. La "Cittadella della solidarietà" di via Genova «un modello virtuoso di utilizzo sociale di un bene sequestrato alla mafia», scrivono i volontari. Nei locali di via Genova, accanto all'azione dei servizi sociali comunali, e di altre importanti realtà del territorio, come la Caritas, «la Cittadella ha centrato innanzitutto un primo importante obiettivo: aiutare soprattutto le famiglie con bambini», spiegano ancora i volontari. Sono numerose infatti le famiglie che donano (dagli abiti, ai giocattoli, passando anche per dispositivi per la prima infanzia)». E sono molte quelle che ne usufruiscono. A questo va ad aggiungersi anche la «distribuzione di cibo» che potenzia «l'attività verso le famiglie più fragili economicamente». Nel tempo la cittadella ha allargato la sua rete di collaborazioni ospitando anche l'Avo (associazione volontari ospedalieri)». E c’è anche Libera, che con don Luigi Ciotti, ha promosso «la legge 109/96, fondamentale per destinare i beni confiscati alle mafie a usi sociali ed educativi». Da qui l’idea di chiederne l’intitolazione a una vittima della mafia della Regione Lazio. «Infine la “Cittadella” è aperta alla collaborazione di nuovi volontari e soprattutto sta mettendo in campo altri progetti che possano venire in contro ancor di più alle persone che vivono in condizioni di povertà. Una volta al mese la Cittadella aprirà le sue porte per il “mercatino di solidarietà”, un nuovo progetto soprattutto per le famiglie con bambini per i quali farà trovare oltre alla merenda giocattoli, materiale didattico».
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