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CIVITAVECCHIA – Il freddo che stringe la città non colpisce tutti allo stesso modo. Per molti è un disagio temporaneo, per altri una vera e propria emergenza quotidiana. A Civitavecchia sono numerose le persone che vivono senza un tetto, bisognose di attenzioni e cure che troppo spesso finiscono per essere distrattamente rimandate o, peggio, ignorate. Nel centro cittadino, sotto i portici, non è raro imbattersi in clochard intenti a chiedere qualche moneta per sbarcare il lunario. Scene simili si ripetono al Pincio e lungo corso Centocelle, luoghi di passaggio dove la povertà si mescola alla routine cittadina. Ma è nei pressi della stazione ferroviaria che il fenomeno appare più evidente e concentrato: qui si raccolgono uomini e donne che trascorrono lunghe ore seduti, apparentemente in attesa di un treno che non arriva mai, sperando in uno sguardo, in un cappuccino caldo o semplicemente in una parola scambiata con uno sconosciuto. È però con il calare della notte che la situazione diventa drammatica. Le temperature rigide mettono a dura prova la resistenza fisica di chi non ha alcun riparo, trasformando la sopravvivenza in una sfida ad alto rischio per la salute. Quelli che di giorno possono sembrare “pellegrini malandati” sono, in realtà, persone che nello stesso luogo trascorrono anche la notte, tra spifferi gelidi o, nel peggiore dei casi, completamente all’aria aperta. Proprio una di queste persone è stata notata l’altra mattina da una pattuglia dei Carabinieri. Un intervento dettato più da un impulso umano che operativo: i militari si sono fermati e hanno prestato soccorso a un uomo reduce da una notte glaciale, restituendo dignità e attenzione a chi troppo spesso resta invisibile. Un gesto semplice, ma carico di significato, che riaccende i riflettori su un’emergenza silenziosa. Perché il freddo non fa sconti e, mentre la città prosegue la sua corsa quotidiana, c’è chi combatte ogni notte una battaglia che nessuno dovrebbe affrontare da solo. L’assessore ai Servizi sociali Antonella Maucioni chiarisce che l’attenzione verso le persone senza fissa dimora è costante e strutturata. «Il Distretto sociosanitario, di cui il Comune è capofila, ha confermato la soluzione dell’ospitalità presso la struttura della stazione ferroviaria, il Binario Tronco, attiva da anni. La novità è che il servizio è stato esteso a tutto l’anno e non più limitato ai soli mesi invernali». L’accesso alla struttura avviene attraverso un percorso di valutazione. «Le persone interessate possono rivolgersi ai servizi sociali territoriali o al centro servizi temporaneamente collocato presso la sede della Croce Rossa in viale Matteotti. Le richieste vengono esaminate e, se sussistono le condizioni previste e ci sono posti disponibili, si procede all’inserimento». Maucioni precisa inoltre i limiti fissati dalla Carta dei servizi del Distretto: «Non possono essere accolte le persone affette da patologie psichiatriche non in trattamento o compensate, né chi fa uso attuale di stupefacenti o alcol». Per chi resta fuori dalla struttura, l’assistenza non viene comunque meno. «Le persone che non possono essere ospitate o che rifiutano il collocamento continuano a essere monitorate dall’Unità di strada del Pronto intervento sociale, gestita dalla Croce Rossa, che garantisce pasti, coperte, supporto sanitario e interviene ogni sera, oltre che su chiamata in caso di emergenza».



