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CIVITAVECCHIA – È passato un anno, ma per qualcuno il tempo si è fermato quel giorno. Perché ci sono uomini che non se ne vanno davvero mai, e Emilio Scisciani è uno di questi. Il suo nome continua a vibrare nell’aria delle palestre, nei racconti sussurrati degli anziani, negli sguardi che si abbassano quando il ricordo fa male. Un dolore silenzioso, composto, come lo era lui.
Emilio era un grande pugile, sì. Ma prima ancora era un uomo raro. Di quelli che combattono senza fare rumore, che vincono senza umiliare, che insegnano senza mai sottomettere. Sul ring ha dato tutto, fino all’ultimo respiro. Nella vita ha fatto ancora di più: ha donato esempio, dignità, rispetto. Valori veri, scolpiti nei gesti quotidiani, non nelle parole di circostanza.
Accanto a lui Vincenza, compagna di una vita, custode di un amore profondo e pulito. In un mondo che corre e dimentica, Emilio si fermava. Ascoltava. Tendeva la mano. E quella mano oggi manca terribilmente.
A un anno dalla sua scomparsa il vuoto è enorme, quasi insopportabile. Manca la sua presenza, manca la sua forza gentile, manca quel modo unico di farti sentire al sicuro anche dopo una sconfitta. Ma restano i suoi insegnamenti, impressi come cicatrici buone: parole che tornano alla mente nei momenti difficili, gesti che continuano a indicare la strada.
Emilio Scisciani non è solo un ricordo, è una lezione di vita che continua a pulsare nei cuori di chi lo ha amato. È una ferita che fa male, sì, ma che brilla d’orgoglio. Perché chi ha avuto la fortuna di conoscerlo sa che certi uomini non muoiono mai: diventano memoria, esempio, amore eterno.



