L’impegno profuso dai militari del comando di Riello e da tutte le Stazioni carabinieri nel contrastare i reati di genere, specialmente nel mese appena concluso, è stato notevole.

Lavorando in stretta collaborazione con il Nucleo investigativo di Viterbo, hanno condotto indagini approfondite che hanno portato alla luce una realtà allarmante: ben 16 casi di violenza contro le donne sono stati portati all’attenzione dell’autorità giudiziaria.

Questo si traduce in una media di quasi uno ogni due giorni.

Dieci casi di maltrattamenti e 6 di stalking, molti dei quali si verificano dopo la separazione. In 7 casi è stato necessario emettere urgentemente il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, con un caso che ha richiesto persino l’allontanamento dalla casa familiare. In un episodio particolarmente grave, si è giunti all’arresto in flagranza per la violazione di questa misura di protezione, quando un ex partner ha ripetutamente minacciato e tormentato la sua ex compagna.

L’intervento dei carabinieri è stato cruciale anche in situazioni di emergenza, dove la vita delle vittime era direttamente in pericolo. In tre casi, i militari hanno dovuto trasportare urgentemente la vittima al pronto soccorso più vicino per garantirle le cure mediche necessarie.

Solo dopo questo momento critico, le vittime sono state incoraggiate a denunciare l’abuso subito.

È importante sottolineare - rimarcano dall’Arma - che questa piaga sociale non risparmia nessuna fascia d’età, nazionalità o stato sociale. La casistica del mese di febbraio ha dimostrato una varietà e un diffondersi dell’abuso che coinvolge tutti gli ambienti della provincia di Viterbo.

Ai carabinieri, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate nel loro lavoro quotidiano, resta la convinzione che il loro impegno abbia un impatto significativo nel salvare donne dalla violenza e nell'’aiutarle a uscire dalla spirale di abuso in cui sono intrappolate contro la propria volontà. “Tuttavia - sottolineano dall’Arma - è importante ribadire un appello alle donne: denunciate sempre e subito. Solo così possiamo combattere efficacemente questa emergenza e garantire un futuro più sicuro per tutte”.