LADISPOLI – «Il fatto non sussiste». Una liberazione quando la composizione collegiale del tribunale di Civitavecchia, l’altro pomeriggio, ha emesso in primo grado la sentenza di assoluzione per Francesco Prato, politico ed ex vicesindaco con deleghe importanti ad Ambiente e Protezione civile nella prima Giunta Grando. Non ha mai rinunciato a presentarsi nelle varie udienze che si sono svolte in tutti questi anni che recentemente ha tentato l’avventura come consigliere comunale nelle recenti elezioni in una lista civica guidata da Alessio Pascucci. Prato era stato denunciato nella caserma dei carabinieri della stazione locale di Ladispoli dalla ex che lo aveva accusato di violenza sessuale e lesioni in seguito ad una presunta lite avvenuta in strada. L’ex esponente di Fratelli d’Italia, dopo che il gip di Civitavecchia, Paola Petti lo aveva rinviato a giudizio nel 2018 con l’accusa appunto di violenza sessuale e lesioni personali, accogliendo quindi la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Alessandra D’Amore (oggi non più in servizio a Civitavecchia), era stato costretto a dimettersi. Un fulmine a ciel sereno per lo stesso vicesindaco oltre che per l’intera Giunta.


Entro 90 giorni arriveranno le motivazioni della sentenza, intanto la notizia è stata accolta con immensa soddisfazione sia dallo stesso Francesco Prato che dal suo legale che l’ha difeso sin dal primo momento. «Sono state rivolte al mio assistito accuse molto pesanti – commenta il legale del foro di Civitavecchia, Valentina Scuderoni – e ci sono voluti diversi anni per arrivare alla sentenza. Ecco perché è ancora più importante questa vicenda dal punto di vista giudiziario, tra l’altro molto delicata. Il dispositivo serve a riabilitare un uomo sottoposto alla gogna per tanto tempo. Le indagini preliminari risalgono al 2017. Lui stesso ha raccontato che venne invitato a dimettersi da vice sindaco nella prima giunta Grando. Sono stati ascoltati oltre una decina di testimoni, insomma è stato un processo lungo e faticoso». Il reato non è stato nemmeno derubricato anche se la controparte potrebbe ora presentare ricorso. «A nome di tutta la Giunta – aveva scritto l’attuale sindaco di Ladispoli Alessandro Grando in una nota del 2018 – ringraziamo Prato per l’impegno profuso ed il lavoro svolto in questi mesi, per tutte le volte che si è messo a disposizione di consiglieri e cittadini. Auguriamo a Francesco di risolvere quanto prima i suoi problemi per poterlo accogliere nuovamente a braccia aperte. Il suo è un gesto di responsabilità».


Sono passati tanti anni ormai. Il quadro politico è totalmente diverso, Prato non è più nel partito della Meloni, ha sposato in pieno il progetto pascucciano che lo vedrà impegnato come forza di opposizione per i prossimi 5 anni. Però di certo questa sentenza lo rilancia anche dal punto di visto politico, oltre che personale e nella comunità. Oggi 47enne, oltre alla tutela degli animali e dell’ambiente, l’ex assessore, nei primi mesi dall’insediamento, aveva avuto un ruolo nella protezione civile di Ladispoli gestendo in
quella fase soprattutto l’emergenza maltempo, quella del grosso incendio di Palo Laziale nei pressi della statale Aurelia e quella relativa ai senza fissa dimora.


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