«L’azienda aveva un permesso ministeriale per fare i lavori di posa della fibra, ma in quel punto doveva fare un passaggio aereo». La sindaca di Montefiascone, Giulia De Santis, ha messo i puntini sulle “i”, chiarando che, non solo il Comune non ha responsabilità sull’accaduto, ma che essendo parte lesa adirà a vie legale contro l’azienda che, ieri mattina ha pensato bene di far passare i cavi per il tanto sospirato internet ultraveloce, scavando sulla via Francigena, che prima di chiamarsi così era la Cassia costruita dai romani 2000 anni or sono. Insomma, il basolato che ha resistito a due guerre mondiali e a 20 secoli di intemperie, è stato immolato sull’altare del progresso. Infatti, ora, accanto ai solchi fatti dai carri trainati da cavalli che trasportavano le merci dalla Roma Caput Mundi in tutto il Lazio, si vede una striscia di terra scavata con una piccola ruspa. Il fatto è accaduto in località Paoletti.

E fortunatamente qualcuno questa mattina è intervenuto e ha fermato lo scempio, altrimenti invece che la striscia di terriccio smosso, molto probabilmente ce ne sarebbe stata una di cemento.

«Appena abbiamo ricevuto la notizia del danno, contestualmente ad un sopraluogo abbiamo contattato la Procura per chiedere il sequestro dell’area - ha continuato la prima cittadina - Ovviamente abbiamo anche allertato la Soprintendenza, e a questo proposito, voglio ringraziare la dirigente che stamattina  si è recata immediatamente sul posto».

Ora la palla passa alle autorità, saranno loro infatti ad attribuire eventuali responsabilità si un danno arrecato una bene archeologico, che , tra l’atro, e patrimonio dell’Unesco.

«Posso dire fin da ora che il Comune si costituirà come parte civile in un eventuale procedimento giuridico - ha concluso la sindaca - Intanto come prima cosa, insieme alla Soprintendenza cercheremo di capire in quale modo restaurare il basolato danneggiato». Nel frattempo, ieri pomeriggio, la polizia locale ha sequestrato lo scavo e le basole romane tolte dalla via Francigena.