PHOTO
CIVITAVECCHIA – «Il servizio Oepac gestito da Csp sembra diventato un vero e proprio mistero avvolto da nebbia ed opacità, oltre che essersi aggiudicato il Guinness dei primati per velocità. Questa procedura adottata dalla Amministrazione comunale e da Csp, puzza di bruciato lontano un miglio leggendo le carte». Non usa mezzi termini l’esponente della Svolta Fabiana Attig, ricostruendo quanto avvenuto negli ultimi giorni per il servizio Oepac, finito al centro del dibattito politico.
«Mercoledì 13 agosto 2025, in tarda serata veniva approvata in Consiglio Comunale la delibera dello schema di bilancio tra Comune di Civitavecchia e Csp, all’interno della quale si paventava una mascherata esternalizzazione del servizio Oepac, come di fatto poi avvenuto – ha spiegato Attig – e il 14 agosto alle ore 9.47 veniva affidato il contratto di servizio alla cooperativa Sociale di Servizi Onlus Nuova Era per un importo di 108.314,00 euro. Neppure 12 ore dopo dal Consiglio comunale conclusosi intorno alle 23, che la cooperativa già era affidataria. Al netto che questa organizzazione non ha nulla contro la suddetta Cooperativa, rimane comunque singolare come una società in house possa con soldi pubblici eludere ciò che per legge è previsto e prima ancora che la delibera consiliare potesse essere pubblicata. Se la memoria non ci inganna e se le leggi sono ancora vigenti, in base al Decreto legislativo 23 dicembre 2022, n. 201, per i servizi in house il decreto legislativo prevede che il contratto di servizio viene stipulato decorsi sessanta giorni dall'avvenuta pubblicazione della deliberazione di affidamento alla società in house sul sito dell'Anac. La domanda sorge spontanea: quando il presidente della Csp o chi per essa ha potuto effettuare la verifica delle offerte più vantaggiose previste dal Codice degli appalti? Un modello di vera efficienza non c’è che dire se solo si osserva che: chiusura dei lavori del Consiglio Comunale del 13 agosto alle ore 23.00 circa, ore 9.47: 39 del 14 agosto Csp pubblica la procedura negoziata € 108.314, ore 9.48:00 (12 secondi dopo) la Cooperativa Nuova Era si aggiudica l’appalto e ore 0:00:00 (mezzanotte in punto) stipula del contratto. Se non stessimo leggendo la procedura sul portale potremmo senz’altro dire di aver assistito ad uno scherzo. Purtroppo, è la triste realtà di un’amministrazione che utilizza la cosa pubblica come se fosse la “bottega” di casa propria». Attig chiede quindi se sia regolare «assegnare in questo modo un appalto così importante e se il Dirigente preposto al Controllo Analogo e il Segretario Generale – ha concluso – siano a conoscenza di tutto ciò».
E a sollevare dubbi sulla procedura è anche l’Usb che, pur ritenendo positiva la conferma, da parte del Comune, dell’affidamento in house di un servizio così delicato a Csp, quale migliore modalità per assicurare il perseguimento dei fondamentali obiettivi di interesse pubblico, mette in evidenza una serie di elementi “controversi” nell’insieme degli atti approvati.
«La prima considerazione attiene al monte ore annuo stabilito per il servizio, ridotto di 5.800 ore rispetto al contratto in essere e ora più commisurato alle effettive esigenze di assistenza scolastica degli alunni con disabilità. Come un vestito su misura che, se eliminando il precedente “cuscinetto” di ore aggiuntive e adottando una gestione a corpo – rischia però di essere un po' stretto. Non solo per Cso bensì ai fini del servizio, che potrebbe essere ridotto per determinate prestazioni. In secondo luogo, occorre rimarcare il valore inadeguato della tariffa oraria stabilita di 20,70 euro (IVA esclusa) che, rispetto a quella fissata nel contratto del 2017, non risulta compensare il differenziale inflazionistico nel frattempo maturato. Il risultato è una riduzione del valore reale del corrispettivo, come indirettamente comprovato dal Comune a fronte di una comparazione con quelli vigenti già da un anno in altri comuni laziali (tutti compresi in un range di 22-26euro/ora, IVA esclusa). Da ultimo, l’ammissione del subappalto nel rispetto del limite massimo del 30%. Una possibilità in precedenza negata e inserita adesso senza alcuna condizione, che non solo riteniamo in contrasto con l’affidamento in house ma di cui soprattutto non comprendiamo le ragioni: poiché, a quanto risulta, non si evidenziano oggettive difficoltà di Csp ad assicurare l’integrale svolgimento del servizio, né, a fronte di eventuali e accertate necessità, ad implementare le proprie risorse senza ricorrere necessariamente a terzi».
Motivi per i quali Usb non si spiega l’introduzione di una simile opzione, «che, laddove realizzata, in presenza di un corrispettivo così basso, finirebbe probabilmente per gravare sulla qualità del servizio offerto e sul costo del lavoro. Da qui i nostri timori. Nondimeno, questa sembra essere effettivamente la strada intrapresa, come in parte dimostra l’affidamento già avvenuto – a contratto attuale - di una parte del servizio. Crediamo – hanno concluso dal sindacato – sia tutta evidente l’importanza per i lavoratori interessati degli aspetti evidenziati, che incidono peraltro su un servizio di assoluto e indiscusso rilievo sociale. Confidiamo quindi che a riguardo possa essere a breve attivato un utile confronto tra le parti coinvolte».