CIVITAVECCHIA – «In relazione al procedimento tecnico avviato sulle alberature di Piazza Regina Margherita, si ritiene opportuno ricostruire con chiarezza il percorso seguito dall’Amministrazione, alla luce degli atti formali e delle interlocuzioni istituzionali intervenute».

Inizia così una nota inviata dall'assessore all'Ambiente Stefano Giannini dopo le dichiarazioni del comitato Salviamo gli alberi dei giorni scorsi.

«Le firme – prosegue - inviate alla Soprintendenza hanno portato la stessa ad attivare un tavolo tecnico di approfondimento sulla situazione delle alberature. A quel tavolo erano presenti, tra gli altri, oltre a me, in qualità di assessore competente, la Soprintendente Margherita Eichberg e l’architetto Galanti. Durante l’incontro i due agronomi – quello autore della prima perizia e quello indicato dalla Soprintendenza – hanno avviato un confronto tecnico diretto. È stata la stessa Soprintendenza a ritenere corretto procedere con un lavoro coordinato tra i due professionisti, fornendo indicazioni sul metodo di indagine da seguire (quindi sulla tipologia di perizia) e stabilendo che il proprio perito avrebbe presenziato alle operazioni in loco. Prima di formalizzare l’assenso alla scelta del tecnico incaricato, la Soprintendenza ha richiesto e acquisito il curriculum vitae del professionista. Era dunque pienamente consapevole dell’identità, del profilo e dell’esperienza del perito». Dal Pincio spiegano che non vi è stata alcuna sostituzione «dell’ultimo momento né alcuna decisione unilaterale. Il procedimento è stato condiviso e supervisionato dall’organo competente. Quanto al costo della terza perizia (circa 12.000 euro), si tratta di un incarico professionale conseguente alla richiesta di ulteriore approfondimento tecnico. È una garanzia di correttezza amministrativa. Il punto centrale resta la sicurezza pubblica. Se la perizia dovesse confermare la pericolosità delle alberature, nessuna amministrazione potrebbe autorizzare il ritorno di operatori mercatali e cittadini sotto alberi classificati come a rischio. Va inoltre ricordato che il progetto è finanziato con fondi PNRR soggetti a scadenze precise. Qualora, per effetto di ritardi, si arrivasse alla decadenza dei termini, la città rischierebbe di trovarsi in una situazione paradossale: una piazza chiusa per ragioni di sicurezza e senza le risorse necessarie per intervenire».

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