La discarica di Arlena di Castro torna in primo piano nel dibattito amministrativo. Giovedì era prevista la conferenza dei servizi sulla realizzazione dell'invaso, già bocciato e su cui la Provincia aveva presentato ricorso al Tar.

A fornire aggiornamenti sulla vicenda, alla luce della riproposizione dell'insediamento da parte dell’azienda interessata, è stato il presidente della Provincia Alessandro Romoli nel corso del consiglio provinciale di ieri. «L’amministrazione provinciale - ha spiegato - ha proposto una pre-conferenza dei servizi, a cui ha partecipato il consigliere Ermanno Nicolai, per esprimere il parere negativo, anche forte delle delibere che il consiglio ha assunto in ordine al nuovo piano dei rifiuti».

A rafforzare il fronte del no alla discarica «è arrivato anche il parere negativo da parte della Soprintendenza» ha rimarcato Romoli.

Un giudizio sfavorevole che va ad incidere sulle decisioni che può assumere il comune di Arlena.

«Perché la valutazione contraria da parte della Soprintendenza comporta, anche sotto il profilo urbanistico dell’amministrazione di Arlena, la necessità di adottare un parere negativo» ha sottolineato Romoli.

La conferenza dei servizi è stata quindi rinviata al prossimo mese di febbraio.

Tra i temi affrontati dal vertice di Palazzo Gentili anche la scadenza del consiglio provinciale e le attività propedeutiche alla consultazione elettorale.

Il termine del mandato biennale dell’assemblea consiliare è il 20 marzo ma le funzionalità del consiglio possono proseguire per 3 mesi dalla scadenza. Romoli ha esortato la conferenza dei capigruppo a riunirsi per discutere della possibile data delle elezioni. «Non intendo procedere in solitudine all'identificazione del giorno per la consultazione» ha tenuto a evidenziare.

«Cercheremo di raccordarci anche alla luce di quanto previsto dalla norma che ci dice che abbiamo tempo 90 giorni dal 20 marzo per espletare le elezioni».

Per il presidente dell’ente di via Saffi la riunione dei capigruppo «servirà anche a raccogliere le sensibilità delle varie forze presenti in consiglio in modo da poter poi organizzare la macchina amministrativa che richiede tutta una serie di adempimenti formali: liste, schede…». Un’attività che, dalla legge Delrio in vigore dal 2014, si rinnova ogni due anni. E che porta Romoli a commentare «Siamo piuttosto abituati. Tanto ormai possiamo dire che è un'elezione permanente».