CIVITAVECCHIA – Con la presa d’atto del nuovo Piano di ristrutturazione aziendale 2026-2030, il consiglio comunale ha messo nero su bianco la rotta che Civitavecchia Servizi Pubblici dovrà seguire nei prossimi cinque anni. Un passaggio tutt’altro che formale, perché la delibera approvata dall’aula fissa indirizzi stringenti sul perimetro dei servizi, sulla gestione del personale e, soprattutto, sugli equilibri economico-finanziari della municipalizzata. Il quadro di partenza, come certificato dagli atti, è quello di una società risanata rispetto al passato: il patrimonio netto è tornato positivo dopo le pesanti perdite del periodo 2019-2020 e i bilanci si sono chiusi in utile per quattro esercizi consecutivi. Ma la solidità resta fragile. Lo ammette lo stesso Comune, richiamando il peso dei costi energetici, l’inflazione e uno squilibrio strutturale tra attività e passività a breve termine che continua a rappresentare una minaccia per la tenuta della cassa. Da qui la scelta di un nuovo PdRA, non emergenziale ma preventivo, come ribadito dall’assessore Florinda Tuoro, costruito su criteri prudenziali e senza contributi straordinari del Pincio. Nessun aumento di capitale, nessun trasferimento una tantum: il riequilibrio dovrà passare esclusivamente da maggiore efficienza, incremento dei ricavi “verso terzi” e contenimento dei costi. Tradotto: stop alle assunzioni, riduzione della pianta organica di 22 unità entro il 2026, forte taglio al lavoro in somministrazione e prosecuzione degli incentivi all’esodo.

Sul fronte dei servizi, il piano ridisegna il perimetro operativo di Csp. Uscita dall’info-point turistico già a fine 2025, addio ai Bagni della Ficoncella dal 2027, reinternalizzazione della segnaletica stradale al Comune e rinnovo dei contratti chiave – igiene urbana, parcheggi, farmacie, servizi cimiteriali – secondo le nuove regole del Testo unico dei servizi pubblici locali.

Ma il vero nodo resta il trasporto pubblico locale. Il PdRA prende atto dello scenario regionale. Ma la gara Astral per l’ambito Tirreno Nord è già stata assegnata con il servizio che dovrebbe passare al nuovo operatore già ad aprile. Una scelta che pesa come un macigno sugli equilibri della società, perché il Tpl – e in particolare la linea speciale porto-stazione – è una delle voci che più incidono su costi e ricavi. È qui che si gioca la partita politica e industriale dei prossimi mesi. La delibera offre una cornice, ma lascia aperta una variabile decisiva: se e come il Tpl resterà dentro Csp. Una decisione che, come già emerso nel dibattito consiliare, può fare la differenza tra un equilibrio sostenibile e nuove tensioni finanziarie.

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