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ALLUMIERE - Le parole dell’ex vicesindaca Marta Stampella accendono la miccia del dibattito politico locale. Ad Allumiere la consigliera di opposizione Nicol Frezza parla di “teatrino raccapricciante”, mentre da Tolfa Sharon Carminelli denuncia “trasformismi e contorsioni” che minano la credibilità delle istituzioni. Le dichiarazioni dell’ex vicesindaco, giudicate da molti sorprendenti rispetto ai toni utilizzati nell’ultimo consiglio comunale, hanno generato reazioni immediate e piuttosto dure. Tra le voci più critiche quella della consigliera comunale di opposizione di Allumiere, Nicol Frezza, che ha affidato a una nota pubblica il proprio malcontento, condivisa anche dai colleghi di minoranza Fracassa e Pasquini. Frezza parla senza mezzi termini di un “teatrino raccapricciante” in cui, a suo giudizio, si muoverebbe “gente priva di dignità”, accusando parte della maggioranza di “svendersi al miglior offerente” o di piegarsi a “padroni politici”. Al centro del suo sfogo c’è proprio il cambio di tono dell’ex vicesindaca: «Leggendo il comunicato non potevo credere ai miei occhi — afferma Frezza — ha ritrattato ciò che aveva dichiarato in consiglio, dove erano volate accuse pesanti al sindaco. Nell’articolo, invece, sembra rinnegare tutto e trasformare il sindaco in un eroe. Forse obbligata? Chissà». La consigliera punta il dito anche contro esponenti storici della politica allumierasca: «C’è chi siede sulla poltrona da oltre quindici anni, passando attraverso tre sindaci, presentandosi ogni volta come l’alternativo e dichiarando che il potere gli fa schifo. Per cosa state svendendo la vostra dignità? Forse più avanti lo capiremo».
Se ad Allumiere lo sfogo è diretto e personale, da Tolfa arriva un ragionamento più ampio ma non meno severo. A intervenire è la consigliera comunale di opposizione Sharon Carminelli, che riprende il tema della credibilità delle istituzioni e dei comportamenti degli amministratori. «Una volta - osserva - il consiglio comunale era un luogo dove si andava con decoro e rispetto a rappresentare i cittadini. Le parole pronunciate lì dentro avevano un peso». Oggi, secondo Carminelli, la politica locale avrebbe perso coerenza e senso del ruolo, fino a rendere normale “dire tutto e il contrario di tutto” e poi negare o rimodellare le proprie affermazioni: «Si ci smentisce, ci si contorce, ci si arrotola sulle proprie parole fino a farne un origami. Dire tutto e il contrario di tutto non è più una contraddizione, è ginnastica politica». Un fenomeno, aggiunge con ironia, frutto di “maestri del trasformismo” che hanno lasciato “ottimi appunti”. La conclusione del suo ragionamento è amara: «Quando si sostituisce la politica con l’improvvisazione, l’ego e il tornaconto, il risultato è una storia grottesca e sconclusionata. Il messaggio è chiarissimo: si può dire qualsiasi cosa, negarla il giorno dopo e applaudire se stessi. Tutto è provvisorio, tutto è ribaltabile. Tranne una cosa: la credibilità. Quella, una volta persa, resta persa». Le due posizioni, pur con stili differenti, convergono sul tema centrale emerso dopo l’uscita pubblica di Marta Stampella: un giudizio severo sul clima politico e sull’idea di rappresentanza nelle realtà comunali. E mentre ad Allumiere si discute di dignità e coerenza, a Tolfa si alza la questione della credibilità come fondamento dell’azione amministrativa. Segno che il terremoto aperto dall’intervento dell’ex vicesindaca ha ancora molte onde d’urto da produrre.
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