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CIVITAVECCHIA – Esplode un caso politico, prima ancora che amministrativo, con la cancellazione di circa tremila associazioni dal Registro unico del Terzo settore (RUNTS) nel Lazio. Un provvedimento che la Regione rivendica come atto dovuto, ma che il Partito Democratico di Civitavecchia oggi rimette al centro del dibattito, parlando apertamente di un rischio concreto per il tessuto sociale dei territori.
A chiarire la posizione della Giunta regionale era stato nei giorni scorsi l’assessore all’Inclusione sociale Massimiliano Maselli, intervenuto dopo le polemiche esplose. La cancellazione – 2619 enti secondo i dati regionali – nasce da un lungo processo avviato con l’entrata in funzione del RUNTS nel novembre 2021. All’epoca, oltre seimila associazioni di promozione sociale e organizzazioni di volontariato furono iscritte d’ufficio attraverso una procedura di “trasmigrazione” automatica dai vecchi registri regionali. Da lì è partita la verifica dei requisiti: una parte degli enti ha regolarizzato la propria posizione, altri sono rimasti inadempienti nonostante una diffida formale inviata nel luglio 2024 e un termine di 120 giorni per aggiornare i dati. La Regione sostiene di aver garantito ampia informazione e accompagnamento, anche tramite il Forum del Terzo Settore e il CSV Lazio, e di aver atteso un ulteriore anno prima di procedere, a fine 2025, con le cancellazioni.
Per Maselli il punto è chiaro: il RUNTS è uno strumento di trasparenza e affidabilità, essenziale per consentire ai cittadini di sapere chi opera nel Terzo settore, per assegnare il 5 per mille e per garantire correttezza nell’accesso ai bandi pubblici. Senza il rispetto di requisiti minimi amministrativi, sostiene l’assessore, il registro perderebbe la sua funzione.
Una lettura che il Partito Democratico di Civitavecchia non contesta sul piano delle regole, ma che giudica insufficiente sul piano politico e amministrativo. Il Pd sottolinea come molte delle associazioni coinvolte siano realtà vive e operative, impegnate quotidianamente in attività sociali, educative e assistenziali, spesso supplendo alle carenze della pubblica amministrazione. «Anche a Civitavecchia sono presenti associazioni interessate da questi provvedimenti, con conseguenze immediate sull’accesso ai bandi, sulle convenzioni in corso e sulla continuità dei servizi offerti ai cittadini - hanno spiegato - per questo chiediamo alla Regione Lazio di valutare con urgenza una moratoria tecnica temporanea che consenta alle associazioni operative di regolarizzare la propria posizione, l’apertura di una finestra straordinaria di rientro nel Runts, l’attivazione di sportelli territoriali di assistenza per accompagnare le realtà del Terzo settore negli adempimenti richiesti. Difendere il Terzo settore non significa aggirare le regole, ma costruire le condizioni perché le regole siano davvero applicabili e non diventino uno strumento di esclusione burocratica».
Il Partito Democratico di Civitavecchia si rende disponibile a promuovere, insieme agli altri circoli e ai sindaci del territorio, un confronto con la Regione per individuare soluzioni rapide e concrete, nell’interesse delle associazioni, dei cittadini e della coesione sociale.



