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CIVITAVECCHIA – Civitavecchia si prepara a far sentire la propria voce contro il progetto del mega biodigestore. Giovedì 5 febbraio, alle 17, all’Aula Pucci, è in programma un incontro pubblico promosso dal neonato comitato “Fermiamo il biodigestore”, nato nelle scorse settimane e già capace di catalizzare l’attenzione di cittadini, associazioni e realtà politiche e sindacali del territorio.
L’appuntamento rappresenterà il primo vero momento di confronto aperto alla città per spiegare le ragioni del no a un impianto che, secondo i promotori del comitato, avrebbe un impatto pesantissimo su ambiente, salute e futuro delle nuove generazioni.
Al centro del dibattito ci sarà il progetto che prevede il trattamento di 120mila tonnellate annue di rifiuti organici, con un flusso stimato di decine di camion al giorno, a fronte di una produzione locale che non supera le 10mila tonnellate annue.
Il comitato ribadisce una posizione netta e senza compromessi: non esistono compensazioni economiche o riduzioni tariffarie in grado di giustificare un’opera ritenuta sproporzionata e funzionale esclusivamente a interessi privati. «La salute dei cittadini non si monetizza», è il messaggio che verrà rilanciato anche dall’incontro del 5 febbraio, insieme alla richiesta di prese di posizione chiare da parte delle istituzioni e della politica locale.
Durante l’assemblea sarà inoltre illustrata la proposta alternativa sostenuta dal comitato: un impianto pubblico di compostaggio aerobico, di piccole dimensioni e calibrato sulla chiusura del ciclo dei rifiuti del territorio, indicato come soluzione sostenibile e coerente con le reali esigenze della città.
L’incontro di Aula Pucci si preannuncia come un passaggio cruciale per allargare la partecipazione e costruire una mobilitazione consapevole. Il comitato si definisce aperto a tutti e punta a informare i cittadini sui rischi del biodigestore e sulle possibili alternative, nella convinzione che questa sia una battaglia decisiva per il futuro di Civitavecchia.
L’appello è chiaro: il 5 febbraio la città è chiamata a scegliere.



