ALLUMIERE - Dopo anni di assenza, il Comune si dota di due strumenti fondamentali per l’inclusione delle persone con disabilità e la sicurezza della popolazione, soddisfatto il sindaco Landi: «Un passo di civiltà e di responsabilità verso la comunità». Dopo un’attesa durata anni, infatti, il Comune di Allumiere compie un passo decisivo sul fronte dei diritti, dell’accessibilità e della sicurezza collettiva.

Nei giorni scorsi si è concluso l’iter procedimentale che ha portato all’approvazione di due strumenti strategici di grande rilevanza sociale e istituzionale: il Peba (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche) e il Pec (Piano di Emergenza Comunale). Due documenti che mancavano da tempo e che oggi rappresentano una base concreta per una gestione più moderna, inclusiva e responsabile del territorio.

Il Peba costituisce uno strumento di pianificazione fondamentale per garantire a tutti i cittadini, in particolare alle persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, la piena fruibilità degli spazi pubblici e degli edifici comunali. Non si tratta di un semplice elenco di buone intenzioni, ma di una vera e propria mappatura delle criticità presenti sul territorio: marciapiedi non accessibili, ingressi di strutture pubbliche privi di rampe, percorsi urbani interrotti o difficilmente percorribili, segnaletica carente. Il piano definisce inoltre priorità di intervento, modalità operative e una stima dei costi necessari, consentendo all’amministrazione di programmare nel tempo azioni concrete e misurabili.

«Il Peba è prima di tutto uno strumento di civiltà – ha dichiarato il sindaco di Allumiere, Luigi Landi – perché ci permette di guardare il paese con gli occhi di chi ogni giorno incontra ostacoli che per molti di noi sono invisibili. Non parliamo solo di barriere fisiche, ma anche di barriere sensoriali e cognitive: rendere accessibili gli spazi pubblici significa rendere la comunità più giusta, più accogliente e più moderna».

Accanto al tema dell’inclusione, l’amministrazione comunale ha lavorato anche su un altro fronte cruciale: quello della protezione civile e della gestione delle emergenze. Il nuovo Piano di Emergenza comunale rappresenta lo strumento operativo attraverso cui il Comune potrà affrontare in modo organizzato e coordinato eventi calamitosi di varia natura, dal rischio sismico a quello idrogeologico, fino agli incendi boschivi, che negli ultimi anni hanno rappresentato una minaccia concreta per molte aree del territorio. Il Pec definisce con precisione le procedure da attivare in caso di emergenza, individua le aree di attesa e di ricovero per la popolazione, stabilisce le responsabilità delle diverse figure coinvolte e chiarisce il funzionamento del Centro Operativo Comunale (COC), cuore del sistema di coordinamento nei momenti critici. Uno strumento che consente non solo di intervenire in modo più efficace quando l’emergenza si verifica, ma anche di lavorare sulla prevenzione, sulla formazione e sulla diffusione di una cultura della sicurezza tra i cittadini.

«Dotarsi di un Piano di Emergenza aggiornato e strutturato significa prendersi cura della propria comunità anche nei momenti più difficili – ha spiegato Landi – viviamo in un territorio che, per conformazione e caratteristiche ambientali, non è esente da rischi. Avere procedure chiare, ruoli definiti e aree individuate per l’assistenza alla popolazione vuol dire essere pronti, ridurre l’improvvisazione e aumentare la capacità di risposta in caso di eventi critici».

Il percorso che ha portato all’approvazione dei due piani non è stato breve né semplice. Come sottolineato dallo stesso primo cittadino, si è trattato di un lavoro articolato che ha coinvolto tecnici specializzati, gli uffici comunali e le strutture di protezione civile, con passaggi successivi in Consiglio comunale. «È stato un iter lungo ma proficuo – ha aggiunto il sindaco – che ha richiesto confronto, approfondimenti e più sedute consiliari. Ma oggi possiamo dire di aver colmato una lacuna importante per il nostro Comune».

L’approvazione del Peba e del Pec non rappresenta un punto di arrivo, ma piuttosto l’inizio di una fase nuova. Ora la sfida sarà trasformare i piani in interventi concreti: programmare le risorse, intercettare finanziamenti, avviare i primi lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche e organizzare momenti di informazione e formazione sulla protezione civile rivolti alla cittadinanza. Un percorso che richiederà continuità amministrativa, collaborazione tra istituzioni e partecipazione attiva della comunità.In un contesto in cui spesso i Comuni faticano a dotarsi di strumenti di pianificazione adeguati, l’adozione di questi due piani segna per Allumiere un passaggio significativo. Un segnale di attenzione verso le fasce più fragili della popolazione e, al tempo stesso, un investimento sulla sicurezza collettiva. Perché inclusione e protezione non sono capitoli separati dell’azione amministrativa, ma due facce della stessa responsabilità: quella di costruire una comunità più sicura, accessibile e consapevole del proprio futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA