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CIVITAVECCHIA – Dopo gli scioperi e le manifestazioni dello scorso autunno dove centinaia di migliaia di persone hanno invaso le piazze di tutto il Paese contro la guerra e per esprimere la massima solidarietà al popolo palestinese, arriva dai portuali di Italia, Grecia Turchia, Paesi Baschi e Marocco un nuovo importante appello alla mobilitazione internazionale.
«Le crescenti tensioni geopolitiche mondiali, l'atteggiamento sempre più aggressivo e guerrafondaio di Trump, le continue violazioni del diritto internazionale unitamente alle sciagurate politiche di riarmo di molti Paesi europei hanno spinto infatti alcuni sindacati del bacino Mediterraneo a convocare una giornata internazionale di sciopero e di lotta contro la guerra per il prossimo 6 febbraio. In Italia – spiegano i promotori dell’iniziativa – l'appello è stato elaborato e sottoscritto dal sindacato Usb il quale in occasione di questa mobilitazione ha già programmato iniziative di piazza a Genova, Livorno, Trieste, Ancona, Bari, Salerno e in molte altre città portuali italiane. A questo appello risponderà ovviamente anche Civitavecchia. Nei giorni scorsi infatti come organizzazioni e realtà politiche, fedi religiose, organizzazioni sociali e sindacali del territorio, in continuità con le mobilitazioni dello scorso autunno, ci siamo riuniti e abbiamo deciso di aderire e partecipare alle iniziative del 6 febbraio. Riteniamo infatti che i porti italiani - come del resto ribadito più volte anche dalla locale Compagnia Portuale - non possano e non debbano diventare piattaforme logistiche al servizio dei trafficanti di armi e, di conseguenza, parte integrante della filiera bellica. Siamo convinti inoltre che i soldi pubblici non vadano assolutamente sottratti alla sanità, alla ricerca, alla scuola, all'Università e all'edilizia popolare per finanziare una corsa al riarmo che mentre arricchisce i fondi della speculazione internazionale rischia pure di precipitarci nel baratro di un conflitto globale. Inserita in questo quadro generale c'è poi la specifica situazione locale: di fronte al perenne stato di crisi occupazionale, sociale e ambientale che attanaglia da decenni Civitavecchia, la risposta che vorremmo dal Governo non è certo quella di sprecare tempo e risorse pubbliche attorno a progetti di riarmo che nulla hanno a che fare con l'interesse collettivo. Civitavecchia pretende investimenti seri e immediati per la difesa del lavoro e della salute pubblica, non la militarizzazione delle banchine, ne progetti speculativi, quali il biodigestore, estranei alle esigenze del territorio e, peraltro, privi di concrete ricadute occupazionali».
Per tutti questi motivi, in vista delle mobilitazioni del 6 febbraio, è stata organizzata per lunedì 2 febbraio, alle ore 17.30, presso l’aula Pucci, un'assemblea cittadina aperta alla cittadinanza e a tutte le le associazioni, i collettivi, le fedi religiose, le forze politiche e sindacali, le realtà studentesche, dei docenti e territoriali che in questi ultimi mesi hanno attraversato le piazze e le strade cittadine in solidarietà col popolo palestinese e contro l’atrocità delle guerre. «Civitavecchia – concludono dall’Usb – si impegna per la Pace e la Giustizia nella convivenza tra i popoli».
FIRMATARI: USB Civitavecchia, Gruppo “Support Global Sumud Flotilla”, Ardite Civitavecchia, Collettivo Nvelenate, Civitavecchia Popolare, Rifondazione Comunista Civitavecchia, Comitato per la Palestina di Santa Marinella, Coordinamento docenti per la Palestina di Civitavecchia e dintorni, Futuro Indipendente, Comitato Liberi Cittadini per la Palestina Civitavecchia, Ambasciatori e Ambasciatrici di Pace dell'Ucebi, Comitato Liberi Cittadini per la Palestina dei Monti della Tolfa, SNOQ Allumiere, Chiesa Battista di via Bastioni Civitavecchia.



