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CIVITAVECCHIA – Ieri, mentre “fuori pioveva”, dentro le scuole di Civitavecchia “pioveva anche di più”. È l’immagine scelta dal sindacato studentesco Futuro Indipendente per raccontare l’ennesima giornata di ordinaria emergenza negli istituti superiori della città. Al Liceo Guglielmotti, spiegano gli studenti, «una classe è stata costretta a trasferirsi in aula magna per svolgere la lezione perché nella loro aula pioveva dal soffitto: l’acqua scendeva, i banchi erano bagnati, il solito scenario che compromette la didattica».


Situazione simile anche allo Stendhal, dove «si sono verificate molteplici infiltrazioni d’acqua in diversi punti dell’edificio», a soli tre giorni di distanza dalla mobilitazione che aveva portato al «ripristino dell’acqua corrente». E non va meglio al Marconi, che «risulta chiuso da lunedì 26 a causa di un grave guasto alla rete elettrica, probabilmente causato dal maltempo». Per il sindacato studentesco, questa non è un’eccezione ma “la quotidianità delle scuole di Civitavecchia quando piove”, una condizione che dimostra come “i problemi vadano oltre le singole emergenze”. Lunedì scorso, ricordano, «centinaia di studenti dello Stendhal hanno partecipato a un presidio per denunciare l’assenza di acqua corrente che durava da giorni: una mobilitazione che ha portato a un dialogo costruttivo con la dirigenza scolastica» e alla soluzione del problema. «È stata la dimostrazione che quando gli studenti si organizzano in modo compatto e dialogano con le istituzioni, si ottengono risultati concreti».
«Servono soluzioni strutturali, non solo interventi d’emergenza». Da qui l’idea di “un coordinamento tra le scuole superiori del territorio”, che unisca Guglielmotti, Stendhal-Calamatta, Galilei e Marconi per affrontare insieme «infiltrazioni croniche, problemi strutturali irrisolti, manutenzione insufficiente e la mancanza di risposte chiare dalle istituzioni competenti come la Regione Lazio». L’obiettivo, spiegano, è prevenire le emergenze e lavorare per “soluzioni definitive”. «Non chiediamo l’impossibile – concludono – chiediamo di poter studiare in scuole integre e funzionanti». E l’appello finale è diretto agli studenti: «quando gli studenti si uniscono, ottengono risultati. È ora di unirsi su scala territoriale».



