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Il duomo di Tarquinia gremito ha accolto sabato il concerto inaugurale della seconda edizione del festival “Iubilemus Deo”, confermando sin dal primo appuntamento la calorosa risposta del pubblico a una manifestazione di altissimo livello, capace di coniugare musica, spiritualità e qualità artistica. La serata, dedicata a San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della sua morte, ha proposto un programma concepito come un vero e proprio percorso di ascolto e riflessione, illustrato dal professor Tiziano Torresi, direttore dell’Ufficio Cultura della Diocesi promotrice della rassegna.
“Il festival “Iubilemus Deo” – ha sottolineato nel suo saluto il professor Giovanni Lorenzo Cardia, presidente dell’Accademia Tarquinia Musica ETS – vuole esaltare la musica sacra nel suo valore culturale e spirituale, mettendola in dialogo con il territorio e con le sue migliori energie. Accanto alla Diocesi, l’Accademia è in prima linea nella valorizzazione del patrimonio musicale, nel sostegno ai talenti formatisi localmente e nella creazione di occasioni di ascolto condiviso. Investire nella cultura significa investire nella crescita e nel senso di comunità”.
Protagonista del concerto è stato il Coro della Filarmonica di Civitavecchia, diretto dal maestro Riccardo Schioppa, che ha offerto una prova di grande maturità artistica, distinguendosi per compattezza sonora, equilibrio e cura del dettaglio espressivo. La direzione, precisa e coinvolgente, ha valorizzato le diverse anime del programma – dalle laudi medievali alle composizioni contemporanee – costruendo un arco musicale di grande fascino. Tornato nel Duomo della città etrusca dopo lo straordinario successo del “Requiem” di Mozart nella scorsa edizione, il coro si conferma una delle realtà corali più prestigiose del territorio.
All’organo Morettini, il maestro Luca Purchiaroni ha messo in luce le potenzialità timbriche dello strumento con un’esecuzione impeccabile, proponendo brani di Giovanni Battista Martini e Padre Davide da Bergamo, e ricevendo un fragoroso applauso a scena aperta. Camilla Crisostomi, alla nyckelharpa, ha arricchito il tessuto sonoro con colori rari e suggestivi, creando un ponte timbrico tra repertorio antico e contemporaneo. La voce narrante di Marco Paniccia ha accompagnato l’ascolto con interventi dedicati alla musica francescana, contribuendo a dare unità e profondità all’intero percorso musicale.
La serata si è svolta alla presenza del prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, del presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, e del sindaco di Tarquinia, Francesco Sposetti, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso il Festival, promosso dalla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia in collaborazione con l’Accademia Tarquinia Musica ETS, con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Tarquinia, della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia, del Lions Club di Tarquinia e di Unicoop Etruria. Il festival “Iubilemus Deo” prosegue venerdì 14 febbraio alle 18.30, nel Duomo di Tarquinia, con il concerto del giovane organista Giulio Lucciola, interamente dedicato all’organo e al grande repertorio organistico ottocentesco.



