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ALLUMIERE — Per la Contrada Burò, il 2025 resterà nella storia. Dopo aver conquistato l’ambitissimo Cencio con Daniele “Tormento” Verbo, il popolo bianconero festeggia un secondo, prestigioso riconoscimento: il Burò è stato, infatti, premiato dalla giuria di esperti con il trofeo di Miglior Corteo Storico dell’edizione 2025. Un successo che arriva dopo 8 anni di attesa e che ha scatenato l’entusiasmo di responsabili, sarte, figuranti e contradaioli: un’intera comunità unita da un amore profondo per la propria storia e identità. “Il trionfo della nostra Contrada - spiegano dal Burò - non è frutto del caso, ma di un lavoro meticoloso e appassionato, guidato da un gruppo coeso e determinato”. Responsabili del corteo storico del Burò sono Claudia Sgamma e Pina Brunelli; le sarte Rosa Brancaleoni, Rossana Moraldi, Rita Moraldi e Gabriella Fabbi; la direzione artistica è a cura di Velia Moraldi e di Maria Grazia Vernace; la ricostruzione storica e filologica è opera della professoressa Francesca Tiselli; accompagnatori del corteo Claudia Sgamma, Giorgia Appetecchi, Francesca Tiselli e Christian Lisi. Le sarte rappresentano il cuore pulsante di questa macchina perfetta: un gruppo storico che lavora al corteo fin dalla prima edizione del Palio. Ogni abito è un’opera d’arte, frutto di ricerca storica, dedizione e maestria artigianale. “Il nostro segreto è la coesione e il forte senso di appartenenza alla Contrada — raccontano le responsabili —. Non ci accontentiamo mai: ci mettiamo sempre in discussione e cerchiamo di innovare, ed è questa la chiave che ci ha portato così in alto".
Il Burò ha sempre puntato sulla ricerca storica accurata e sulla capacità di sorprendere. È stata la prima Contrada a trasformare la passeggiata statica in un corteo dinamico, introdurre giocolieri e musici come parte integrante della rievocazione, proporre nuovi elementi narrativi per coinvolgere il pubblico. Anche quest’anno la scelta è stata coraggiosa: ribaltare l’ordine tradizionale di presentazione delle classi sociali, ponendo il popolo prima dell’alta società. Un segnale forte, che ha dato centralità alla plebe, custode della memoria collettiva e anima del primo nucleo abitativo di Allumiere. È stata proprio questa scelta a colpire la giuria, premiando l’originalità senza tradire la fedeltà storica.
La Contrada Burò è l’unica di Allumiere a poter esibire, con orgoglio, la stella sulle maglie del corteo storico, simbolo di almeno dieci vittorie. La prima risale al 1971, quando veniva premiata la miglior dama; da allora, sono arrivate 11 affermazioni nella categoria: 2000, 2002, 2004, 2006, 2008, 2009, 2010, 2011, 2013, 2017 e 2025. Quest’anno, dopo 6 edizioni senza vittorie (8 anni, considerando lo stop per la pandemia), il ritorno al trionfo ha un sapore dolcissimo. Nel 2024, come nel Palio, il Burò si era fermato a un solo punto dal successo, dietro alla Contrada La Bianca. Stavolta, invece, il sogno è diventato realtà. “Abbiamo accolto i suggerimenti delle edizioni passate e lavorato per migliorare ogni dettaglio — spiegano le responsabili —. Questa vittoria è il frutto di passione, sacrificio e ricerca. Il nostro corteo storico è un vero spettacolo immersivo che porta il pubblico indietro nel tempo, al Rinascimento e alla storia delle miniere di allume - spiegano le responsabili - quest’anno la rievocazione ha dato voce al popolo dell’Allumiere delle origini, con minatori e lavoranti che rievocano la vita quotidiana tra: poesie a braccio in ottava rima, giochi popolari come il sarto, la morra, la trottola e il tiro alla fune, piatti tipici come l’acquacotta, la minestra di ceci e castagne e la "carabazzata".
Accanto al popolo hanno trovato spazio figure storiche di rilievo: Giulia Farnese, Cesare e Lucrezia Borgia, Agostino Chigi il Magnifico e i suoi soci, Gentile Gentili e Antonio Spannocchi, in un intreccio di storia locale e grandi vicende rinascimentali. Ogni dettaglio, dagli abiti ai gesti, dagli oggetti di scena alle atmosfere, è frutto di studio filologico e passione artistica”. Il riconoscimento al Burò è il risultato di un lavoro collettivo che ha coinvolto l’intera comunità. Le responsabili ringraziano: "i figuranti, che hanno dato vita ai personaggi con intensità e partecipazione; grazie agli sbandieratori, che hanno incorniciato l’ingresso dell’alta società con coreografie impeccabili. Ringraziamo il presidente Amedeo Mariani e il direttivo, che hanno sostenuto ogni scelta e, infine, il fantino Daniele “Tormento” Verbo e l’intera scuderia, che hanno completato la festa con la vittoria del Palio. Questa doppietta storica è un regalo per tutto il popolo bianconero”. Il nome Burò deriva dal francese bureau, in riferimento agli uffici della Société Financière de Paris che gestiva le miniere di allume nel XIX secolo. Il simbolo della contrada è l’archetto, che ancora oggi collega Piazza Giovanni da Castro, nota come Piazzetta del Burò. I colori sociali sono il bianco e il nero, simbolo della carta e dell’inchiostro degli antichi uffici amministrativi. Per la Contrada Burò il 2025 rappresenta un punto altissimo, ma non un traguardo definitivo. “Non ci fermiamo qui — assicurano le responsabili —. Ogni edizione è una sfida nuova e siamo già al lavoro per il prossimo anno". Con la doppia vittoria di Palio e Miglior Corteo Storico, il Burò ha scritto una pagina epica di storia e mentre la festa continua, il grido che risuona tra le vie è sempre lo stesso: “Forza Burò! Per aspera ad astra!”.
Rom. Mos.