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Si ferma in semifinale il cammino dell’Italia agli Europei, ma il Settebello esce dall’Arena di Belgrado con dignità, anche se con la consapevolezza che qualcosina in più si poteva fare. Contro i padroni di casa della Serbia, campioni olimpici in carica, gli azzurri cedono 17-13 al termine di una partita durissima, disputata davanti a oltre 15mila tifosi serbi, in un’atmosfera impressionante, fatta di cori incessanti, bandiere e pressione costante su ogni possesso italiano.
In un contesto così ostile, la Nazionale ha potuto contare sulla leadership del suo capitano, Marco Del Lungo, punto di riferimento del gruppo e rappresentante di Civitavecchia. Il portiere azzurro ha trasmesso carisma e personalità alla squadra, guidandola prima ancora che con le parate, con l’esperienza e la capacità di tenere uniti i compagni anche nei momenti più delicati della sfida.
L’Italia era partita bene, restando agganciata alla Serbia nei primi due tempi e giocando faccia a faccia contro un avversario di livello assoluto. La partita si è decisa nella gestione delle situazioni speciali: come spiegato a fine gara dal ct Sandro Campagna, il Settebello ha commesso alcuni errori sia in uomo in più che in inferiorità numerica, concedendo troppo a una squadra cinica e spietata come quella serba. I padroni di casa, apparsi più convinti e sicuri dei propri mezzi, hanno scavato il solco decisivo nel terzo periodo. Non è bastato un rigore parato da Del Lungo a rimettere in sesto gli azzurri.
Rispetto alla brillante prestazione contro la Croazia, l’Italia è sembrata meno in palla, anche per la qualità superiore dell’avversario e per le energie spese nel corso del torneo. La Serbia, trascinata dal talento di Mandic, ha gestito poi il vantaggio nell’ultimo quarto.
Il cammino europeo, però, non è finito. Domenica alle ore 17, il Settebello tornerà in vasca per la finale per il bronzo contro la Grecia, con l’obiettivo di riportare a casa una medaglia continentale. Un traguardo prestigioso che passerà ancora una volta dalle mani e dalla leadership del capitano civitavecchiese Del Lungo. Civitavecchia continua a tifare: c’è ancora una medaglia da conquistare.
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