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Brillano i giovani atleti delle società locali ai Campionati regionali della Federazione Italiana Karate, andati in scena domenica scorsa a Orvieto. La manifestazione, valida come qualificazione ai Campionati Italiani 2026, ha visto la partecipazione di ben 460 atleti in rappresentanza di 27 società provenienti da Alto Lazio e Umbria, che si sono ritrovati al Palasport “Alessio Papini” dando vita a una giornata di grande sport nelle due specialità agonistiche del karate: kata e kumite. Le tre società locali hanno dimostrato ancora una volta tutto il valore tecnico che da decenni contraddistingue questa importante “scuola” del karate italiano, sempre nel rispetto dei principi educativi tipici delle arti marziali. Protagonisti i giovani della Meiji Kan Civitavecchia, guidati dalla maestra Virginia Pucci. Medaglie d’oro per Manuel Giammusso, Emanuele Del Papa e Jacopo Scala. Argenti conquistati da Lara Agugliaro (kata), Matteo Esperto e Gaia Pazzaglia, con la stessa Lara Agugliaro ancora sul podio nel kumite. Ricco anche il bottino di bronzi: Flavia Di Cicco, Giada D’Oro, Marisol Abbinante (kata), Riccardo Rizzo, Bryan Quagliata, Matteo Esperto (kumite), Eugenia Nardella, Giada D’Oro (kumite), Marisol Abbinante (kumite), Manuel Giammusso (kata) e Lorenzo Saitta.
Ottime performance anche per gli atleti della Kembukan Santa Marinella, allievi dell’istruttrice Jessica Strazzullo: medaglia d’argento per Ferdinando Caputo nel kata, che si è ripetuto nel kumite conquistando anche un prezioso bronzo.
Successi importanti infine per i giovani “samurai” della Hayashi Ha di San Gordiano, preparati dall’allenatrice Stefania Pucci. Medaglia d’oro nel kata per Gabriele Fattori, mentre nel kumite sono saliti sul gradino più alto del podio Emanuele Lanzalonga e Giuseppe Casella. Lo stesso Casella ha poi conquistato anche il bronzo nel kata, insieme alla compagna Medea Pantano, anch’essa terza classificata nel kata.
«È stata una bella gara – commenta Stefano Pucci, vice presidente nazionale FIK – e tutti i nostri ragazzi hanno avuto una grande opportunità di crescita sia come atleti sia dal punto di vista umano».
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